Politica

Quirinale, il silenzio di Salvini dopo l’incontro con Conte. Lupi: “Se Berlusconi si ritira, centrodestra sarà unito su altro nome”

Mentre Silvio Berlusconi tace e continua a restare ad Arcore, dopo aver fatto saltare il vertice di centrodestra sul Quirinale, gli alleati, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, costretti a parlar d’altro nel corso della giornata, sembrano già guardare oltre. Non è un caso che lo stesso segretario della Lega sia stato impegnato in una serie d’incontri, compreso quello con il leader del M5s, Giuseppe Conte.
Così, se Berlusconi non ha ancora sciolto la riserva, lasciando gli alleati in sospeso di fronte ai numeri mancanti per la sua corsa al Colle, è stata Giorgia Meloni a chiedere che il vertice tra i partiti sia convocato entro la settimana. Mentre Salvini, dopo il vertice con l’ex premier e ora presidente M5s, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. “Non si è parlato di nomi, ma di eleggere un presidente rappresentativo di tutti”, è stata la versione dell’ex presidente del Consiglio, intercettato dal Fattoquotidiano.it. Mentre dal Carroccio hanno soltanto commentato con una nota: “L’incontro è stato cordiale: hanno parlato di Quirinale e di governo, chiarendo i propri punti di vista. A proposito di Colle, il leader della Lega ha ribadito che il centrodestra è e resterà compatto in tutte le votazioni”.
A parlare, dopo aver incontrato a sua volta Matteo Salvini negli uffici della Lega, è stato pure Maurizio Lupi, deputato di Noi con l’Italia e tra i leader di partito già presenti ai vertici di Villa Grande, la residenza romana del leader di Forza Italia: “Se Conte e Salvini hanno già parlato di nuovo governo e ministeri? Siamo a tre quattro giorni dall’elezione del presidente delle Repubblica, non capisco dove sarebbe il dialogo e il confronto se Salvini non incontrasse gli altri leader dei partiti. Credo che il tema non sia il prossimo governo, ma innanzitutto il Quirinale, fatta la premessa che per noi non si può pensare di partire dalla maggioranza di governo, ma dalla coalizione di centrodestra e che Berlusconi è ancora il nostro candidato”, ha tagliato corto. Per poi però precisare: “Se il presidente di Forza Italia si ritira niente veti su Draghi al Colle? Se Berlusconi si ritira, o meglio scioglie la riserva, deve essere chiaro che il nome (per il Quirinale, ndr) lo sceglieremo ancora una volta tutti insieme”, ha concluso.