Scienza

Marte, il rover Perseverance è decollato da Cape Canaveral: parte la missione della Nasa che ci farà ‘toccare’ il pianeta rosso

Si tratta del terzo lancio nel giro degli ultimi dieci giorni: prima solo Emirati Arabi Uniti e Cina. A bordo anche l'elicottero "italiano" Ingenuity

Lanciata la missione spaziale Mars 2020 della Nasa, la terza diretta a Marte partita negli ultimi dieci giorni dopo quelle degli Emirati Arabi e della Cina. Il lancio è avvenuto dalla base dell’Aeronautica Usa a Cape Canaveral, in Florida, con un razzo Atlas 5 e trasporta il rover Perseverance, il quinto della Nasa che si poserà sul pianeta rosso. L’obiettivo, questa volta, è quello di fare da apripista per le future missioni con astronauti così da riuscire a riportare tracce del pianeta alieno sulla Terra. “C’è un motivo per cui chiamiamo il robot Perseveranza. Perché andare su Marte è difficile”, ha dichiarato l’amministratore della Nasa, Jim Bridenstinello, poco prima del decollo. “È sempre difficile. Non è mai stato facile. In questo caso, è più difficile che mai perché lo stiamo facendo nel bel mezzo di una pandemia”. Il rover a sei ruote alimentato a plutonio perforerà e raccoglierà piccoli esemplari geologici che verranno riportati indietro nel 2031 circa in una sorta di staffetta interplanetaria che coinvolge più veicoli spaziali e paesi per un costo complessivo di oltre 8 miliardi di dollari.

A fare compagnia al rover Perseverance ci sarà anche Mars Helicopter, il primo drone mai progettato per volare su Marte, a cui è stato dato il nome di Ingenuity (che suona come l’italiano ‘ingenuità’, ma significa ‘ingegnosità’). “Sarà la prima dimostrazione tecnologica di volo controllato su altro pianeta – spiega Stefano Cappucci, ingegnere italiano che nei laboratori di Pasadena ha lavorato all’elicottero marziano. “Dimostrando la viabilità di questa tecnologia si potranno abilitare altri velivoli più avanzati, che potrebbero essere inclusi nelle future missioni, sia per i robot che per gli umani”.

Se tutto andrà bene, il rover scenderà sulla superficie del pianeta il 18 febbraio 2021, dopo un viaggio di sette mesi e dopo aver percorso 480 milioni di chilometri, in quello che la Nasa chiama sette minuti di terrore, in cui l’imbarcazione passa da 19.300 km/h a una sosta completa, senza alcun intervento umano. Trasporta 25 telecamere e un paio di microfoni. Oltre ad affrontare la questione della vita su Marte, la missione fornirà lezioni che potrebbero aprire la strada all’arrivo degli astronauti già nel 2030.

Prima della sonda della Nasa, il 20 luglio era partito dal Giappone il razzo degli Emirati Arabi Uniti con a bordo la sonda Amal (‘Speranza’), mentre tre giorni dopo fu il turno della Cina, che entrava così nella nuova corsa a Marte con la sonda Tianwen 1 (‘Ricerca della verità celeste’). Grande assente è l’Europa, che non ha potuto approfittare della posizione favorevole del pianeta per lanciare il rover ExoMars 2020, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della russa Roscosmos, a causa di ritardi tecnici e dovuti all’emergenza Covid 19 e che dovrà perciò attendere il 2022, quando Marte si avvicinerà nuovamente alla Terra.