Politica

Salvini fa come i bulli a scuola: provoca ed è disposto a tutto pur di attirare l’attenzione

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di Nabil Ras

È un dato di fatto che Matteo Salvini, condannato da quel maledetto Mojito al Papeete, sta scivolando lentamente (ma neanche troppo) verso il nulla politico. Da quel giorno i sondaggi evidenziano un continuo e costante calo dei consensi. Come se non bastasse, dopo l’ottima gestione dell’emergenza sanitaria della regione Veneto, il fiato di Luca Zaia si fa sempre più pressante sul collo del “cazzaro verde”.

Il leader della Lega sta enormemente soffrendo questa situazione e lo staff comunicativo sta lavorando a pieno regime alla ricerca di un’inversione di rotta. La macchina propagandistica del Capitano però sembra dare i suoi primi segni di obsolescenza. Le strategie sono sempre le stesse. In una situazione di enorme difficoltà, quando il vuoto politico di Salvini è più evidente che mai (i contenuti che porta si possono riassumere in “cassa integrazione!”), si cerca la prima pagina dei giornali o la condivisione sui social, ad ogni costo.

Ecco emergere quindi dei comportamenti “sopra le righe” (per usare un eufemismo). Comportamenti che hanno l’obiettivo di procurare un po’ di quel nettare che è fondamentale per la sopravvivenza politica e psicologica di Salvini: l’attenzione.

Ed ecco che emergono i comportamenti di sfida del bullo milanese, come l’organizzazione di assembramenti in piazza o i selfie senza mascherina, senza alcun rispetto delle norme sul distanziamento sociale, o l’abbuffata di ciliegie in conferenza stampa.

Sul primo aspetto giornali, programmi televisivi e social si sono giustamente scatenati. Non si può ignorare il comportamento di un leader politico ed ex Ministro dell’Interno, che mette a repentaglio la vita dei cittadini italiani. Quando si gioca con la vita delle persone la condanna deve essere univoca ed arrivare da tutti, senza se e senza ma.

Ma che dire del “cazzaro” che abbiamo visto abbuffarsi di ciliegie mentre il più pericoloso dei suoi avversari racconta il dramma della chiusura del reparto nascite dell’ospedale di Borgo Trento a causa di un batterio killer di bambini? Sebbene i due comportamenti (come molti altri) abbiano alla base lo stesso isterico bisogno di attenzione, l’abbuffata di ciliegie, per quanto riprovevole non mette a repentaglio la vita di nessuno.

Si tratta semplicemente dell’ultima strategia del Capitano, che in enorme difficoltà fa ogni sforzo per mantenere il suo faccione sui giornali, le televisioni e i social. La macchina propagandistica salviniana però si inceppa se non trova la rispondenza di chi ha l’onere e l’onore di fare informazione. Salvini agisce con consapevolezza; fa il bullo conscio dell’appoggio mediatico.

L’errore (redditizio) del sistema mediatico è quello di partecipare attivamente al gioco di Salvini fornendogli una stabile garanzia di divulgazione ad ogni sua provocazione, nutrendo la sua insaziabile sete di attenzione e rallentando la parabola discendente che sta caratterizzando il suo percorso politico.

La più grande paura di Salvini però, non è essere considerato insensibile, grottesco o ridicolo ma è essere ignorato. Come con il bullo che a scuola se la prende con i più deboli, se reagisci fai il suo gioco, se lo ignori lo distruggi. La discesa verso il nulla politico di Salvini è iniziata e ben avviata. Cerchiamo di non interferire troppo e godiamoci lo spettacolo.

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