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Nomine Ue: Ursula Von der Leyen presidente della Commissione Ue, Lagarde alla Bce. Conte: “All’Italia vicepresidente e commissario economico”

Trovato l'accordo a Bruxelles sulle nomine Ue: la ministra tedesca succede a Juncker, mentre l'attuale direttrice del Fondo monetario internazionale va alla Banca centrale. Il belga liberale Charles Michel alla presidenza del Consiglio europeo e il socialista spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante. Palazzo Chigi soddisfatto. Sassoli (Pd) candidato per i socialisti alla guida dell'Eurocamera. Macron: "Nomi frutto dell'asse franco-tedesco"

Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde: per la prima volta due donne occupano i vertici di Commissione Ue e Bce, due ruoli chiave a Bruxelles. La fumata bianca è arrivata direttamente dal profilo twitter del presidente del consiglio europeo Donald Tusk, che ha annunciato l’accordo avvenuto tra i 28 anche sul belga liberale Charles Michel come suo successore e sul socialista spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante. Tutte nomine che il 3 luglio dovranno ricevere il via libera dalla maggioranza assoluta del Parlamento europeo per essere formalizzate. Il Consiglio Europeo “ha preso nota dell’intenzione di Ursula von der Leyen di nominare Frans Timmermans (socialisti) e Margrethe Vestager (liberale) come vicepresidenti di più alto rango” della Commissione Europea, ha riferito Tusk, ai quali aggiungeranno un vicepresidente dell’Italia e uno dell’Europa dell’Est. Una garanzia che si somma a quella di “un commissario di alto rilievo economico”, cioè alla Concorrenza, che “ieri”, ha detto Conte in conferenza stampa da Bruxelles, “non avevo”. E anche lo slovacco socialista Maros Sefcovic, commissario all’Energia caldeggiato dai Visegrad, tornerà a far parte della compagine dei vicepresidenti, posti distribuiti un po’ a pioggia per assicurarsi “il via libera di tutti gli Stati”, come spiegato dal presidente del Consiglio europeo.

“C’è voluto più tempo di quanto previsto, ma siamo ancora in tempo. Abbiamo concordato il pacchetto prima della prima sessione del Parlamento europeo. La volta scorsa erano stati necessari tre mesi e c’erano alcuni governi contrari, questa volta ci sono voluti tre giorni e non c’è alcun Paese contro. Solo la Germania si è astenuta su von der Leyen presidente della Commissione” per questioni di politica nazionale. Per quanto riguarda invece il Parlamento Ue, “i leader vorrebbero un presidente del Parlamento dei socialisti democratici per la prima parte del mandato e del Ppe per il secondo. Ma tutti i leader hanno sottolineato che sta solo al Parlamento deciderlo”, ha puntualizzato Tusk. E in serata è arrivata la formalizzazione della candidatura ufficiale dell’europarlamentare dem David Sassoli per i socialisti, decisa dal gruppo durante la riunione.

I candidati alla presidenza del Parlamento europeo – L’elezione del successore di Antonio Tajani avverrà domani a Strasburgo, dove è in corso la plenaria del Parlamento. Il pacchetto delle nomine Ue varato oggi dal Consiglio Europeo prevedeva in realtà la presidenza del Parlamento ad un socialista dell’Est Europa, area geografica che altrimenti resterebbe scoperta (tutti gli altri vertici, cioè Ursula von der Leyen, Charles Michel, Josep Borrell e Christine Lagarde, sono dell’Europa occidentale), ma il gruppo dei Socialisti ha deciso diversamente con la nomina di David Sassoli. La scelta del presidente del Parlamento non è di competenza del Consiglio, ma spetta agli eurodeputati.

Macron: “Vince l’asse franco-tedesco” – L’accordo sui nomi arriva dopo la bocciatura di Frans Timmermans – sponsorizzato dall’asse franco-tedesco – come successore di Jean Claude Juncker, al quale si erano opposti anche l’Italia e i Paesi Visegrad. Ma anche per il via libera di questi nomi l’Italia – che si è detta soddisfatta della scelta – ha giocato un ruolo importante nel negoziato, nonostante non abbia una famiglia politica di riferimento. La Lega infatti siede nel gruppo dei sovranisti Identità e democrazia insieme a Marine Le Pen, mentre le nomine Ue sono andate a popolari, socialisti e liberali. Macron però rivendica che l’accordo sulle nomine sia il risultato “di una profonda intesa franco-tedesca”. “Mai” prima d’ora, ha detto a Bfmtv, era stato possibile, “definire in maniera così rapida l’intera equipe”. Il presidente francese evidenzia il proprio impegno per difendere “con grande forza” la candidatura di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione.

Soddisfazione dell’Italia – Fonti del governo sottolineano che la candidatura di Christine Lagarde alla presidenza della Banca centrale europea è in continuità con la gestione di Mario Draghi e piace anche la candidatura della tedesca Ursula von der Leyen per la sua attenzione alle politiche sociali. L’unico scoglio da superare resta la forte opposizione dei socialisti al Parlamento europeo, ma l’Italia resta ottimista sulle possibilità di un’intesa. “A prescindere dai nomi, l’importante è che in Europa cambino le regole, a partire da immigrazione, taglio delle tasse e crescita economica. E su questa battaglia l’Italia sarà finalmente protagonista”, ha detto Salvini. Il ministro dell’Economia Tria parla poi di “ottima scelta” riguardo alla nomina della Lagarde alla Bce. Entusiasta Tria su Christine Lagarde: “Se dovesse essere confermata la sua nomina alla Bce sarebbe un’ottima scelta. È una persona di grande valore”.

Conte: “Non possiamo accettare un pacchetto di nomi stabilito altrove” – A spingere la candidatura di una donna alla presidenza Ue è stato anche Giuseppe Conte, che stamattina aveva bocciato la formula degli Spitzenkandidaten perché non poteva “prevalere su tutte le altre considerazioni, assorbirle tutte”. Conte e tutti gli “oppositori” alla linea franco-tedesca ricopriranno un ruolo di primo piano, visto che ieri hanno fatto saltare le trattative sul nome di Frans Timmermans. “Dobbiamo individuare personalità che sappiano rinnovare il sogno europeo – ha scritto su Facebook il capo del governo -, che abbiano una chiara visione e sappiano esprimerla con coraggio, evitando di rifugiarsi nella angusta logica dell’austerity o di affidarsi al primato della finanza. Vogliamo personalità che mettano al centro la crescita, i cittadini, le persone”. Il punto, ha spiegato ieri, non è tanto legato al nome del presidente della Commissione, “non abbiamo niente contro Timmermans – aveva spiegato – che è un politico di assoluto valore”, ma sul metodo: “Non possiamo accettare un pacchetto di nomi stabilito altrove con un sistema che non funziona”. Concetto ribadito anche nei minuti precedenti l’entrata in sede di Consiglio: “Ho spiegato ai miei omologhi che l’Europa è a 28, non a due o tre o a blocchi. Io rappresento tutti i cittadini.