Cronaca

Milano, vandalizzato il Monumento al deportato. Anpi: “Ennesima provocazione neofascista”

Nella notte tra il 24 e il 25 settembre è stata distrutta al Parco Nord l'opera in memoria delle vittime dei campi di sterminio. Rotte le teche con le ceneri. L'episodio denunciato dall'associazione dei partigiani: "Occorre una risposta ferma da parte delle istituzioni"

Il monumento al deportato nel parco Nord di Milano è stato vandalizzato nella notte tra il 24 e il 25 settembre. Un atto che per l’Anpi rappresenta “l’ennesima provocazione neofascista che offende la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà di tutti noi”. Sul caso interviene anche  l’Aned, l’associazione delle vittime dei campi di sterminio, che spiega come “ancora una volta”, “vigliaccamente” di notte i “nuovi fascisti” abbiano preso di mira il monumento opera degli architetti “Federico Belgiojoso (ex deportato) e il figlio Alberico, e del maestro d’arte Giuseppe Lanzani“. Appoggiati alla base del monumento ci sono due grandi contenitori con i sassi provenienti dalle cave di pietra di Gusen e Mauthausen, gli stessi che sono stati utilizzati per rompere le teche che contengono le ceneri dei morti nei campi di sterminio. “Come segno di profondo disprezzo per i circa 800 operai dei nostri quartieri deportati in seguito agli scioperi“, sottolinea in un post Angelo Longhi dell’Anpi Niguarda.

Per l’associazione degli ex deportati gli autori del gesto “hanno voluto festeggiare così il loro trionfo in Germania”, dove per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale un partito populista di destra è entrato nel Bundestag. E anche il presidente dell’Anpi provinciale di Milano, Roberto Cenati denuncia in un nota: “In Europa e nel nostro Paese si sta manifestando una pericolosa deriva xenofoba, razzista e antisemita. Occorre una risposta ferma da parte delle istituzioni, dello Stato repubblicano nato dalla Resistenza. Fenomeni così pericolosi e contrari ai principi costituzionali non possono essere assolutamente sottovalutati”. Tanto l’Aned quanto l’associazione di partigiani chiedono alle autorità competenti “di individuare e condannare i responsabili di questo ignobile gesto”, come scrive Cenati. Mentre su Facebook l’associazione di ex deportati lancia un appello a tutte le forze democratiche affinché reagiscano alle provocazioni dei “nuovi fascisti” che professano “xenofobia”, “violenza” e “razzismo”.

Quanto avvenuto al Parco nord di Milano è solo l’ultimo fatto di stampo neofascista avvenuto durante l’estate: dalla “Marcia dei patrioti” annunciata da Forza Nuova per l’anniversario di quella mussoliniana del 28 ottobre 1922, fino alle ronde e alle manifestazioni contro i migranti e alle minacce al parroco pro-accoglienza. Per non dimenticare il recupero dei manifesti fascisti. Sempre nel capoluogo lombardo, poi, è dello scorso aprile il caso del saluto romano dei militanti di estrema destra nel cimitero Maggiore in occasione della commemorazione di Sergio Ramelli. Il sindaco Giuseppe Sala – che da fine luglio, in alcune occasioni, viene scortato in consiglio comunale dopo l’irruzione di Casa Pound – si è schierato con l’Anpi contro l’archiviazione dell’indagine per apologia di fascismo dell’episodio del cimitero.