Capitoli

  1. Auto elettriche, non ci sono solo quelle nuove. Anche le vecchie si possono riconvertire
  2. I requisiti dei produttori e l'omologazione
  3. Quali auto possono essere riconvertite e con quali costi
  4. L'azienda italiana
  5. Un modo per favorire la diffusione delle auto a batteria
Quanto mi costi!

I requisiti dei produttori e l'omologazione - 2/5

Grazie al cosiddetto "decreto retrofit" è possibile trasformare la propria vettura da endotermica a elettrica senza doverla ri-omologare, proprio come per Gpl e metano. L'operazione è possibile per mezzi prodotti dal 2004 in poi, e i costi sono meno di un terzo rispetto all'acquisto di un'auto a batteria

Chi produce i kit di conversione elettrica deve essere accreditato presso il Ministero dei Trasporti e dimostrare, oltre alla bontà tecnica del progetto stesso, di essere in grado di realizzarli secondo un ciclo produttivo che garantisca la qualità e consenta a qualsiasi officina, regolarmente autorizzata ai sensi della legge, di montare la componentistica rispettando le specifiche e le istruzioni del costruttore.

Per la conversione non è quindi necessario ri-omologare la vettura: basta un aggiornamento sulla carta di circolazione, a condizione che non si alterino i sistemi di sicurezza della vettura di serie. Inoltre il veicolo riconvertito deve avere un range di potenza massima compresa tra il 65 e il 100 per cento dell’auto originale. La riqualificazione elettrica può essere operata sia su un veicolo circolante che su un veicolo in fase di produzione.

Il costo dell’operazione, meno di un terzo rispetto a un veicolo elettrico nuovo, consente all’utente di gestire le risorse a disposizione per poi dotarsi di un pannello fotovoltaico e di un sistema di ricarica domestica. Da fonti rinnovabili, chiudendo così il cerchio della sostenibilità energetica sia per la propria casa che per la propria mobilità.