Politica

Leopolda 2015, Renzi all’apertura: “Qui per raccontare le cose fatte bene e quelle così così. Con video di propaganda”

Il premier alla sesta edizione della kermesse fiorentina è tornato a difendere il bonus di 500 euro ai 18enni: "La cultura è l'unica via con cui si può rispondere al terrorismo". Poi ha presentato due clip su Jobs Act e Expo: "Ci siamo stancati di vedere sempre video negativi, ora questi li distribuiremo sui social"

E’ salito sul palco con Ciro Buonaiuto, eletto a maggio sindaco di Ercolano, e Ottavia Soncini, 29enne vicepresidente del consiglio regionale dell’Emilia Romagna. “Questo per mostrare che c’è una generazione Leopolda, una generazione nuova di persone che ci mettono la faccia, a Roma ma anche in posti difficili”, ha detto Matteo Renzi aprendo a Firenze la Leopolda 6, intitolata “La Terra degli uomini” dal romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. “E anche noi come governo dobbiamo raccontare cosa è successo in questo anno, le cose fatte bene e quelle così così. Lo faremo con dei video e otto testimonianze. Approfondiremo soprattutto lavoro, economia, legge elettorale, scuola, tasse, flessibilità, cultura e turismo. Domani ci sarà invece il question time con i ministri, il primo sarà Graziano Delrio, e poi finiremo con alcune cosine in stile Leopolda, come ‘il titolo più idiota dell’anno’ e ‘fai l’elenco delle scelte più sbagliate fatte dal governo'”.

Poi il premier ha lanciato due video su Jobs act e Expo presentandoli come “scandalosamente di propaganda” (sic), “sul modello talk show, ma in positivo. Ci siamo stancati di vedere sempre video negativi, ora questi li distribuiremo sui social, ripartiamo con la propaganda”. “Essere di sinistra non significa parlare di lavoro – spiega la voce fuori campo del documentario sulla riforma dei contratti – ma creare lavoro e il lavoro lo creano le riforme. Con il jobs act il vento comincia a girare. C’è chi pensa che essere di sinistra significhi difendere totem ideologici come l’articolo 18. Noi pensiamo che sia difendere il diritto delle persone”.

“Senza Leopolda non sarei a Palazzo Chigi” – “In questo anno, quando facevo delle scelte che potevano sollevare polemiche, dalla decisione di andare a New York alla finale Pennetta-Vinci alle grandi sfide internazionali, ho pensato spesso a quello che avrei detto per giustificarle di fronte al popolo della Leopolda. Senza Leopolda non sarei a Palazzo Chigi”, ha vezzeggiato la platea il premier e segretario Pd, alle prese con la grana delle conseguenze del decreto salva banche. Renzi ha poi ribadito che la cultura è “l’unica via con cui si può rispondere al terrorismo, refrain inaugurato dopo gli attentati di Parigi, ed è tornato a difendere il bonus di 500 euro ai diciottenni. “Lo abbiamo fatto perché i ragazzi quando diventano grandi hanno diritto a un concerto e a una mostra e per dire che non vogliamo essere numerini e bestie che consumano, ma persone”.

“Com’è possibile discutere di cambiamenti senza partire dal dato di fatto che c’è chi vuole distruggere ciò che abbiamo?”, ha chiosato mostrando un video dove un gruppo di bambini africani fa finta di giovare una partita di calcio senza pallone. “Prima di iniziare a parlare dobbiamo memorizzare ciò che sta avvenendo nel mondo dove, una parte è sotto attacco perché esprime un’idea, dei valori”.

La Boschi si fa attendere. E domenica ci sarà la Chaouqui – Il ministro Maria Elena Boschi, di cui oggi Roberto Saviano ha chiesto le dimissioni per il conflitto di interessi nella gestione della crisi di Banca Etruria, ha confermato via Twitter che sarà alla Leopolda: “Finiamo la Stabilità e vi raggiungiamo subito”. Nel frattempo, mentre hanno dato forfait l’astronauta Samantha Cristoforetti e la nuotatrice Federica Pellegrini, Francesca Immacolata Chaouqui ha annunciato in diretta su Radio24 che arriverà domenica alla kermesse. “Sono andata anche l’anno scorso – ha spiegato la pr che è ritenuta uno dei ‘corvi’ di Vatileaks – non vedo perché tornandoci dovrei danneggiare Renzi. Sono rimasta renziana perché Renzi è l’unico che può salvare l’Italia”.