Olimpiadi

“Definisce il genocidio a Gaza la guerra più giusta della storia. Ma il Cio ha escluso solo i russi”: la telecronaca della tv svizzera sul bobbista israeliano Edelman

Stefan Renna di RTS ha sfruttato la discesa di Adam Edelman per citare tutti i suoi post a sostegno dell'intervento militare nella Striscia, a cui hanno partecipato alcuni suoi compagni di squadra

Quando alla partenza della pista di Cortina per la gara di bob delle Olimpiadi 2026 si è presentato l’israeliano Adam Edelman, la telecronaca sportiva ha lasciato spazio a un altro tipo di informazione per i cittadini. È successo in Svizzera, non in Italia, dove il telecronista Stefan Renna di RTS (Radio Télévision Suisse) ha dedicato l’intera discesa del bob di Israele a denunciare le posizioni sulla guerra tenute dallo stesso Edelman. Con puntualità e rigore, Renna ha ricordato che il 34enne nato a Boston si definisce un “sionista fino al midollo“ e poi ha citato uno ad uno i suoi commenti sui social a sostegno del genocidio a Gaza. Il più emblematico definisce l’intervento militare israeliano “la guerra moralmente più giusta della storia”. Mentre la discesa proseguiva, il telecronista svizzero ha ricordato anche cosa prevedono le regole del Cio su Milano-Cortina 2026 per quanto riguarda Russia e Bielorussia: “Gli atleti che sostengono attivamente la guerra non potranno competere”. Lo stesso criterio però, ha sottolineato Renna, non viene applicato per gli altri atleti, come Edelman.

La telecronaca di RTS si è subito diffusa anche oltre i confini svizzeri. D’altronde, sono scene a cui in Rai siamo pochi o per nulla abituati. Giusto Alessandro Antinelli, nel post partita tra Italia e Israele dello scorso ottobre, mostrò un fiocco nero sulla giacca per “ricordare i giornalisti morti per raccontare il genocidio. La stessa parola è stata utilizzata anche dal suo collega svizzero Renna, che ha evidenziato come “genocidio” sia il termine usato dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla regione. Poi ha elencato tutte le prese di posizione di Adam Edelman e anche il sostegno manifesto alla guerra a Gaza, a cui hanno partecipato attivamente al fronte anche alcuni suoi colleghi bobbisti, come Ward Fawarsy, presente alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

La squadra di bob di Israele si è qualificata per la prima volta ai Giochi. Negli scorsi mesi, i canali social di Edelman e del team hanno raccontato con toni epici la qualificazione, enfatizzando anche molti bobbisti hanno partecipato attivamente all’offensiva su Gaza. Uno di questi è appunto Ward Fawarsy, che viene apertamente sostenuto dallo stesso Edelman: “Uno dei più cazzuti che stanno prestando servizio in prima linea in questo momento è Ward Fawarsy. Mandategli un messaggio di sostegno!”. Edelman, insieme all’israeliano dello skeleton Jared Firestone, si è anche reso protagonista di una presa in giro alla scritta “Free Palestine” trovata su un muro a Lillehammer, in Norvegia, dove i due hanno partecipato alla coppa del mondo.

Tutti fatti ricordati dal telecronista svizzero Renna. A cui ne sono perfino sfuggiti altri. Per esempio, un commento in cui Edelman giustificava l’uccisione di giornalisti e medici a Gaza, sostenendo che “Gaza è l’unico posto sulla Terra dove puoi nascondere ostaggi e ‘identificarti come giornalista’ o sparare razzi da un ospedale e ‘identificarti come un dottore’”. Ma il bobbista ha anche minacciato Greta Thunberg e la Global Sumud Flotilla: “Non vogliamo che sia assassinata. Vogliamo che vada a Gaza a incontrare i suoi amiconi di Hamas. Stesso risultato finale, metodi diversi”. Nel concludere la telecronaca della discesa, Renna ha ricordato il doppiopesismo del Cio. Che concede tutto questo agli atleti israeliani, ma non gli altri. È il caso anche dell’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, skeletonista, a cui il Comitato olimpico internazionale ha vietato di indossare un casco con i volti degli atleti morti nella guerra. Quello era un messaggio politico, vietato dalle regole del Cio. Che però non sono uguali per tutti.