Ambiente

Il Ciclone Harry ha devastato il sud, ma non sembra importare a nessuno

Perché non è ancora stato dichiarato lo stato di emergenza per calamità naturale? Sta scadendo il tempo entro il quale dare supporto alle popolazioni colpite

di Manfredi Mori

Nelle ultime 48 ore le isole maggiori e la Calabria ionica sono state colpite duramente dal Ciclone Harry. Solo in Sicilia si stimano oltre mezzo miliardo di danni dove le onde, alte fino a 9.7 metri, hanno devastato la costa orientale. Le isole minori sono ancora irraggiungibili, molte infrastrutture portuali, cantieristiche e ferroviarie sono state danneggiate, centinaia gli sfollati. E per non farci mancare niente, alle 00:28 del 21 gennaio, proprio mentre il ciclone raggiungeva la sua massima intensità, un terremoto con magnitudo 3.6 è stato segnalato a due chilometri da Militello Rosmarino in provincia di Messina, dove agli abitanti, spaventati, si è presentata la scelta fra il restare dentro di edifici che tremavano o affrontare le raffiche del ciclone in strada.

Si sta ancora facendo la conta dei danni, ma nelle aree colpite i soccorritori e la protezione civile sono già alle prese con le prime difficoltà per via dei danni alle infrastrutture che rendono le operazioni più complesse.

Il mare in tempesta ha scavato la massicciata costiera della linea ferroviaria Catania Messina, ora interrotta. Un incendio è scoppiato nei capannoni di un cantiere nautico di Catania già martoriato dal ciclone. Aidone, un paesino in provincia di Enna, è tuttora isolato per due frane che hanno bloccato le strade di accesso al paese. Nei comuni costieri tra Catania e Messina centinaia di metri di strade comunali sono state inghiottite dal mare e molte di quelle interne sono bloccate dai detriti.

Ma allora perché non è ancora stato dichiarato lo stato di emergenza per calamità naturale (la Sardegna l’ha richiesto, ndr)? Perché i media nazionali hanno relegato la notizia di questa catastrofe ai titoli di coda dei telegiornali? Perché Giorgia Meloni e il governo tacciono? La risposta se la stanno dando gli abitanti delle aree colpite: perché siamo cittadini di serie B.

È difficile non sentirsi abbandonati quando le interviste dei partecipanti alla camera ardente di Valentino sembrano avere più spazio (e suscitare anche più interesse) dei video di un ciclone che spazza via il lungomare del tuo paese portandosi dietro, case, barche, macchine e strade.

Sta scadendo il tempo entro il quale manifestare il pieno supporto alle popolazione colpite dal Ciclone Harry, prima che i cittadini del sud abbiano l’innegabile conferma che dei loro drammi, in Italia, non importa niente a nessuno.

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