Ambiente & Veleni

La discarica di Pontedera si amplia e vende biogas. Un business enorme, con pesanti effetti collaterali

Come avevo anticipato nel mio post di ottobre scorso, Ecofor Service, la partecipata di cui i Comuni di Pontedera e Càscina in provincia di Pisa sono soci per un terzo, immetterà l’energia dei biogas in eccesso nel mercato libero, vendendola direttamente agli amministrati. I biogas sono ricavati dal trattamento rifiuti nella discarica di Gello, frazione di Pontedera. Ecofor gestisce la raccolta della monnezza nelle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. Lo scorso anno il Comune di Pontedera ha incassato un dividendo di 1,2 milioni. Quello di Peccioli è socio di maggioranza della Belvedere Spa che con la discarica di Legoli nel 2022 ha fatturato 54 milioni. Un business enorme, con conseguenze inevitabili sul territorio.

Comuni e partecipate mantengono da decenni una campagna pubblicitaria permanente, che coinvolge la cittadinanza attraverso workshop nelle discariche stesse, mostre fotografiche, presentazioni di libri, e conferenze tenute da personaggi autorevoli della cultura e del giornalismo. Un greenwashing a tutti gli effetti, a cui solo lo scorso anno si sono prestati, inconsapevolmente, Roberto Saviano, lo scrittore Paolo Giordano e il giornalista Beppe Severgnini. Mentre quest’anno sono già transitati per il teatro Era Gad Lerner e Marianna Aprile.

La gallina dalle uova d’oro

Gello dovrebbe terminare la sua attività nel 2028, in ottemperanza alle direttive Ue, che contemplano il trattamento in discarica solo come ultima istanza, considerando i pesanti effetti collaterali quali la contaminazione delle acque sotterranee e l’emissione di gas nocivi per il clima come metano e anidride carbonica, oltre a miasmi dovuti alla presenza di idrogeno solforato e acidi organici (putrescina e cadaverina). La regione Toscana ha ricevuto invece richiesta formale da Ecofor per l’ampliamento della stessa, pari a 22,4 ettari con un volume di oltre 3 milioni di metri cubi dove depositare nuovi rifiuti, e l’estensione del mandato per altri 12 anni a partire dal 2027. Legambiente Valdera e i comitati dei cittadini possono presentare le loro osservazioni entro la fine di febbraio prima della delibera.

C’è poi sempre il Keu in agguato, la cenere con elevata concentrazione di metalli pesanti proveniente dal comparto conciario di Santa Croce sull’Arno; piaga ancora aperta nei terreni toscani, soprattutto in Valdera e nell’Empolese, dove lo studio condotto dall’Università di Pisa ha concluso che piogge e maltempo causano il rilascio di cromo esavalente dal percolato.

Lo scorso anno, Ecofor era ancora sotto lente degli inquirenti che indagano sulla presa a carico di un grosso quantitativo di Keu proveniente dal depuratore di Ceccano (FR) di proprietà della Navarra SpA. Il titolare Rosettano Navarra è stato presidente del Pontedera Calcio e azionista di maggioranza del club con il 41%, sceso ora al 30%, mentre Ecofor subentra con il 32%. L’amministratore Rossano Signorini, in un’intervista telefonica concessa lo scorso anno, ha negato che i rifiuti laziali contenessero Keu, puntualizzando che erano una minima parte della loro presa a carico annuale: “solo” 900 tonnellate su 220.000.

C’è da fare due considerazioni:
1) la propaganda di Ecofor e del Comune di Pontedera è incentrata sul fatto che la discarica tratta solo rifiuti non pericolosi. Tuttavia da lì passano anche rifiuti speciali, tra cui appunto i fanghi di Ceccano, e non è chiaro se siano state svolte delle analisi indipendenti su tali fanghi al di là dei controlli interni dell’azienda.
2) Secondo Ecofor, il mercato libero dell’energia ricavata dai biogas consentirà la vendita a prezzi agevolati della stessa. Ciò è tutto da dimostrare, dal momento che ancora non è possibile fare un confronto tra le nuove tariffe e quelle passate.

Osservazioni

Nel gennaio 2023 Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, spalleggiato dall’assessora all’ambiente Monia Monni e dal nuovo direttore Arpat Rubellini, rassicurò i media dicendo che le bonifiche erano in corso, finanziate da 10 milioni già stanziati più 5 programmati nel 2024. Giani era stato indagato e poi prosciolto durante l’inchiesta Keu. Il terzetto dichiarò tra l’altro che la contaminazione procedeva lenta e che i cantieri erano in sicurezza.

A distanza di 14 mesi, i soldi sono rimasti nel cassetto della Regione e la decantata messa in sicurezza – specie nel cantiere Green Park a Pontedera – è oltremodo fatiscente, con barriere di protezione squarciate e teloni di copertura danneggiati, senza manutenzione da due anni almeno. Riguardo i tempi, le alluvioni che hanno devastato la Toscana lo scorso autunno aumentano il rischio del cromo esavalente nelle falde acquifere ma Comune e proprietà continuano a fare scaricabarile l’un con l’altro, mentre i dividendi Ecofor incamerati dal primo non sono stati spesi per la bonifica.

Anche se la proprietà ha sforato i termini del deposito temporaneo e deve provvedere alla rimozione, il sindaco è il primo responsabile della salute dei suoi amministrati, come stabilisce la legge.