Società

Per il nuovo anno auguro a tutti di ricominciare a indignarsi

di Susanna Stacchini

Accolgo con piacere l’invito, ad esprimere e condividere con tutti voi, un pensiero per il nuovo anno. Auguro a tutti indistintamente, di risvegliarsi dal torpore, in cui siamo gradualmente finiti. Inebetiti da un’informazione faziosa e parziale, che troppo di frequente, evita di andare a fondo delle questioni, per timore di scomodare tizio o caio. Intontiti da un’informazione che sceglie di non informare. Un’informazione che ha sostanzialmente rinunciato ad esercitare un ruolo tanto nobile. Fornire alla gente, strumenti utili a sviluppare una sana capacità critica. Così ci ritroviamo sempre meno reattivi e assuefatti al peggio.

Ed è proprio in uno scenario così desolante, che per il nuovo anno auguro di ritrovare la gioia dell’indignazione. Auguro a tutti di provare sdegno per le atrocità delle guerre, qualunque guerra, e repulsione per la produzione e vendita di armi. Di provare disgusto nel sapere che ci sono bambini, donne, uomini, vecchi che ancora oggi, muoiono di sete, fame e malattie oltremodo banali. Nel 2024 morire per una bronchite è una vergogna per l’umanità.

Auguro di provare rabbia, nel vedere anziani rovistare fra i rifiuti, per trovare un po’ di cibo, o code chilometriche per un pasto alla Caritas. Auguro di vivere come un oltraggio personale, sapere che troppe persone sono povere pur lavorando, e che molte altre, sono costretta a subire angherie e ricatti di ogni genere, proprio a seguito della loro condizione di povertà. Auguro di provare disgusto per il caporalato e per il trattamento riservato ai migranti, colpevoli solo di essere nati nella parte sbagliata del mondo. Territori, in cui noi siamo stati e siamo tutt’ora predatori. Auguro di provare sgomento, nel vedere la sanità pubblica sempre più alla deriva, in favore di quella privata. Auguro di provare sdegno, nel sapere che la cura dei denti, è un lusso e che in quanto tale, in molti, troppi, non possono permettersela, andando così incontro a tutto ciò che questo comporta. Disagio psicologico, sociale, e di salute in senso ancora più stretto.

Auguro di provare forte imbarazzo, nel rendersi conto di vivere senza porsi particolari problemi, in un mondo profondamente ingiusto, colmo di privilegi e sempre meno diritti. Auguro di provare vergogna, nel capire con quanta disinvoltura, conviviamo con le mafie. Auguro a tutti, uomini, donne, ragazzi e ragazze, di prendere realmente coscienza, di quanto anche il nostro fare quotidiano e quindi il nostro modo di concepire la vita e i rapporti di relazione, possano incidere pesantemente, nel mantenere, o altresì rimuovere, quello che è il terreno di coltura ideale per il perpetuarsi dei femminicidi. Finché riterremo eccessivo parlare di violenza, quando una donna viene vessata, insultata, umiliata e minacciata, ma non picchiata a sangue, non saremo affatto fuori dal guado…

Ciò detto, un auspicio per il nuovo anno, più o meno in grado di accomunarli tutti, è che il 2024, possa davvero renderci più consapevoli e quindi più liberi. Meno arrendevoli e con la voglia nel cuore di combattere per un mondo migliore.

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