Lavoro & Precari

La nuova Panda trasloca da Pomigliano alla Serbia e Meloni tace: l’ultimo “colpo” di Stellantis azzoppa già il tavolo voluto da Urso

Una frase quasi en passant ma con un peso specifico enorme per i possibili risvolti sull’occupazione in Italia e perché azzoppa la narrazione che il governo italiano fa da mesi. Chissà se Aleksandar Vucic se n’è reso conto mentre annunciava che la nuova Panda elettrica verrà prodotta da Stellantis a Kragujevac. Il silenzio di Giorgia Meloni, il suo sguardo quasi fisso mentre il presidente serbo supera l’ufficiosità, fa trasparire di certo come lo spostamento da Pomigliano d’Arco all’impianto a sud di Belgrado rappresenti un colpo basso, arrivato oltretutto in maniera irrituale e con una tempistica pessima per l’esecutivo.

La frase di Vucic certifica che la Panda con motorizzazione elettrica sarà l’ultimo nuovo modello, l’ennesimo iconico, dell’ex Fiat che trasloca all’estero e arriva nella settimana in cui il governo apre il tavolo sull’automotive con azienda, sindacati, Anfia e Regioni. Un summit che, nelle intenzioni del ministro Adolfo Urso, sarà il luogo in cui si concretizzerà il sogno di raddoppiare la produzione di veicoli in Italia riportandola a un milione all’anno. I sei mesi di interlocuzioni preliminari, già smorzati dai paletti di Stellantis su incentivi e costo dell’energia, vengono però ora minati dall’annuncio di Vucic davanti a Meloni che ha allarmato Fiom e Fim, pronte a chiedere un chiarimento “urgente e indispensabile” sul destino di Pomigliano.

La Panda è infatti attualmente prodotta nell’impianto campano. Lo spostamento della catena negli ex impianti della Zastava, controllati da Stellantis in joint venture con lo Stato serbo, getta un’ombra sul futuro dell’unico stabilimento dell’ex Fiat in Italia dove i volumi hanno permesso di azzerare la cassa integrazione e di riassorbire anche 1.200 lavoratori provenienti dagli altri siti italiani. Tolta la Panda, a Pomigliano resterebbero solo Alfa Romeo Tonale e Dodge Hotnet. Il nuovo modello finirà in uno stabilimento dove la produzione è oggi sostanzialmente ferma per riallestire le linee alla produzione dell’elettrico. A fine ottobre, spiegano fonti sindacali a Ilfattoquotidiano.it, erano circa cinquecento i lavoratori occupati a Kragujevac, sito alla ricerca di un rilancio dopo gli anni in cui ha sfornato poche 500L e usufruito di ampie agevolazioni fiscali e sussidi del governo di Belgrado.

Parole che ora Stellantis ha iniziato a usare in Italia per arrivare a un accordo sull’aumento della produzione chiedendo il rinvio o la rimozione della normativa sugli Euro 7, gli incentivi alla vendita di veicoli elettrici e uno sconto del costo dell’energia per sostenere la competitività industriale. Regole chiare che si aggiungono all’ufficializzazione del trasferimento della Panda elettrica in Serbia e allarmano i sindacati. La prima richiesta è stata quella di spiegare quale sarà il nuovo modello assegnato al sito campano. Con l’annuncio di Vucic, secondo Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim, “diventa urgente e indispensabile conoscere quale modello di vettura sostituirà l’attuale Panda”. Indiscrezioni parlano dell’arrivo della Pandina, ma i rappresentanti dei metalmeccanici chiedono di parlare in chiaro. Samuele Lodi, segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile del settore mobilità è “una decisione inaccettabile che contrasteremo in tutti i modi” e l’apertura dei lavori al tavolo sull’automotive “si preannuncia come un ennesimo colpo ai lavoratori italiani di Stellantis”.

Meloni al momento dell’annuncio e il governo nelle ultime 24 ore sono rimasti in silenzio, ma ora Pd e M5s hanno presentato due interrogazioni accusando il governo di assistere “inerme al progressivo impoverimento di capacità produttiva” in Italia. Il tavolo ministeriale di mercoledì parte in salita e sembrano già più lontani gli obiettivi che Urso sbandiera da mesi. L’Italia ha prodotto 473.194 auto nel 2022, secondo i dati di Oica, risultando l’ottavo Paese in Europa dietro a Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Francia, Slovacchia, Regno Unito e Romania. Nel 2021 Pomigliano aveva sfornato da sola 123mila vetture, un quarto dell’interno “parco” nazionale, e la produzione della Panda con motore termico o ibrido è al momento prevista fino al 2026. Sul futuro, da domenica, c’è qualche incertezza in più.

In serata Stellantis, con una nota che non smentisce nulla, ha puntualizzato che “Pomigliano continuerà a produrre la Panda” e “i tempi sono prematuri per fare ulteriori annunci”, perché il modello prodotto in Italia non è “in concorrenza con il modello che vedrà la luce in Serbia”. Più avanti il gruppo si lascia però aperte tutte le opzioni, mettendo nero su bianco che “è nostra intenzione continuare il suo ciclo di vita e quindi sostenere lo stabilimento fino all’arrivo del nuovo ciclo di modelli se l’evoluzione normativa e le condizioni competitive dello stabilimento di Pomigliano lo consentiranno”.