Ambiente & Veleni

Cop28 al via: perché 180 attivisti climatici chiedono di boicottare Dubai

di Giorgio Boratto

Il 30 novembre si aprirà a Dubai la Cop28 e durerà fino al 12 dicembre. Proprio a Dubai, una delle città più inquinanti al mondo: perché? Perché questa enorme contraddizione?

“Tenere una conferenza sul clima a Dubai è assurdo e pericoloso”, questo ha detto un gruppo di 180 attivisti climatici. Qualcuno ha affermato anche che svolgere una conferenza sul clima a Dubai è come fare un congresso di donatori di sangue nel castello di Dracula. Oltretutto la Cop28 sarà presieduta da Sultan Ahmed Al-Jaber, CEO della principale azienda di combustibili fossili degli Emirati Arabi Uniti (UAE). Il paese intende aumentare del 25% la produzione di petrolio entro il 2027.

Nel loro appello, lanciato dal sito Boycott COP28, chiedono ad associazioni ambientaliste, alle autorità pubbliche, a tutte le Ong e anche agli scienziati di condannare la scelta di svolgere la COP28 negli Emirati Arabi Uniti. Questo paese infatti prospera grazie ai combustibili fossili e a loro dire le azioni che dice di svolgere nell’investimento sulle rinnovabili sarebbero solo greenwashing (presentare come ecosostenibile attività di cui si nasconde l’impatto ambientale negativo).

Boicottaggio o no, a COP28 a Dubai non si discuteranno nuovi NDC, ovvero gli accordi raggiunti a Parigi nel 2015, ma ci sarà una analisi, una sorta di inventario globale su quanto è stato fatto per contrastare il cambiamento climatico. Di NCD, nuovi accordi, si parlerà nel 2025. La Cop28 sarà di particolare importanza anche alla luce del caldo registrato in questo 2023 come il più caldo di sempre.

Altro punto importante sarà la decisione relativa ai 100 miliardi di dollari che le nazioni più ricche dovrebbero garantire ai Paesi più poveri annualmente, che dovrebbe essere finalmente messa sul tavolo dopo 14 anni dalle promesse fatte.

Boicottaggio o no, la Cop28 potrebbe essere una scelta per coinvolgere nella lotta al cambiamento climatico anche i Paesi maggiori responsabili delle emissioni; mentre si attendono le adesioni di Cina, India e Usa. Una presenza molto importante sarà quella di Papa Francesco. Il Papa, di cui si ricorda l’enciclica ‘Laudato si’, scaturita dai lavori della Cop21 svoltasi a Parigi nel 2015, si tratterrà 3 giorni. Anche se esistono divisioni l’Unione Europea gioca un ruolo importante, volendo stabilire la fine dell’uso di combustibili fossili… fra i paesi che frenano ci sono l’Italia e la Polonia. Speriamo che si arrivi a un accordo.

A proposito di Dubai, bisogna sapere che se non si porrà un limite al riscaldamento globale ci sarà tra le varie conseguenze anche un innalzamento dei mari per cui la stessa Dubai, con le sue costruzioni di isole disegnate a palma sul mare, sarà probabilmente cancellata.

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