Politica

Soglia di sbarramento al 3%, l’inedito asse Meloni-sinistra ha un obiettivo chiaro

di Leonardo Botta

Ora che si stanno aprendo le danze per le elezioni europee previste per l’anno venturo, si affaccia sulla scena politica una questione che desta l’attenzione (e gli appetiti) di qualche partito. Sto parlando dell’eventuale modifica della legge elettorale, che qualcuno ha proposto di rivedere nella parte in cui essa prevede, attualmente, la soglia di sbarramento al 4%, abbassando la stessa al 3%.

La domanda nasce spontanea: chi propone questa modifica, e chi se ne gioverebbe nell’urna?

Provo a rispondere prima al secondo quesito: stando agli attuali sondaggi politici (proporrei la supermedia di You Trend/Agi), i partiti eventualmente interessati dal cambio di soglia elettorale sarebbero tre: Azione e Italia Viva, che ormai viaggiano convintamente separati da mesi, e l’Alleanza Verdi/Sinistra i cui partiti componenti hanno invece fatto da tempo di necessità virtù organizzandosi stabilmente in un cartello politico-elettorale: questi tre soggetti mostrano, nei sondaggi, un consenso compreso proprio tra il 3 e il 4%. La modifica della soglia non interesserebbe direttamente i cinque principali partiti di maggioranza e opposizione (FdI, Lega, FI, PD e M5S), né la cenerentola del centro-destra, Noi Moderati di Lupi, inchiodata intorno all’1%; nemmeno, infine, tutti gli altri partiti dati stabilmente sotto il 3% (+Europa, Italexit e Unione Popolare).

Veniamo al primo quesito: chi ha proposto questa mini-riforma elettorale? La questione non (mi) è chiara: di certo si è registrata, negli ultimi giorni, una favorevole apertura proprio tra i banchi della maggioranza (con Fratelli d’Italia in testa) mentre, paradossalmente, Italia Viva sta dichiarando ai quattro venti di essere contraria e anche Azione non pare sbracciarsi a favore di questa modifica.

Quindi, al momento, tutto lascia pensare a una strana corrispondenza d’intenti tra il partito della Meloni da una parte e Verdi/Sinistra dall’altra. Perché accade questo? Provo a dare una risposta: secondo me, il partito della premier, con l’avallo degli alleati, pensa di assestare un piccolo colpo ai principali avversari, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, magari favorendo venti di discordia nel centro-sinistra e l’elezione di alcuni deputati al parlamento europeo che sottraggano seggi al loro principale antagonista a Bruxelles e Strasburgo: il gruppo dei Socialisti & Democratici. Il conto è presto fatto: su 76 seggi europei da assegnare all’Italia, i tre partiti che supererebbero di giustezza la soglia del 3% (Azione, AVS e IV) ne otterrebbero probabilmente 6 o 7 (o qualcuno in più, vedremo), forse più a danno, appunto, di Pd e M5S.

Viceversa, se legge elettorale restasse tal quale, l’attuale soglia di sbarramento potrebbe sollecitare qualche apparentamento, magari con il Pd che potrebbe inglobare nelle proprie liste AVS e forse +Europa (operazioni tutte da verificare, visto che i partiti in questione fanno riferimento a diversi gruppi nell’europarlamento), mentre dall’altra parte Noi Moderati potrebbe agevolmente confluire con i propri candidati in Forza Italia e sedersi comodamente tra i banchi del Partito Popolare europeo.

Fatto sta che non avrei immaginato, fino a ieri, che FdI, Lega e FI (soprattutto il primo) potessero mostrare qualche apertura verso questa riduzione della soglia di sbarramento elettorale. Allora, mi viene in mente un altro scenario, magari un po’ romanzato (o magari no): ricordo che, in occasione dell’elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato (inizialmente un po’ avversata da Forza Italia e Lega), un consistente aiuto parrebbe essere arrivato proprio dai parlamentari di Italia Viva: vuoi vedere che l’abbassamento della soglia di sbarramento per le Europee rientri in un pacchetto di “do ut des” concordato tra il partito di Meloni e quello di Renzi, e che i proclami contrari di Italia Viva facciano parte di una sorta di gioco delle parti?
Come diceva Giulio Andreotti, a pensar male…

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!