Politica

Il M5s continua a erodere il Pd, ma non basta: serve recuperare i sei milioni di voti inespressi

di Maurizio Contigiani

Giuseppe Conte sta prendendo il posto di un Pd morto e sepolto, un Pd che non sarà più votato nemmeno nelle Ztl, dove il consenso prenderà la strada del vero borghese Giuseppi, con un’anima, mi auguro, “sapientemente, onestamente e moderatamente” spostata a sinistra.

Il M5S di Conte ha preso 4.300.000 preferenze. Perseverando con l’erosione del Pd, potrebbe arrivare molto vicino se non addirittura a superare Fratelli D’Italia. Ma non basta. Ci sono ancora sei milioni di elettori che non sono tornati alle urne e che nel 2018 avevano sicuramente votato 5 Stelle. Un bacino elettorale enorme, una marea di gente che non si è riconosciuta nel nuovo partito di Conte ma non ha nemmeno traslocato verso altri lidi.

All’interno di quei sei milioni c’è il volto più critico, più esigente, più incazzato, più radicale su questioni che riguardano l’onestà, la correttezza, l’intransigenza nei confronti dei corrotti, dei ladri di stato, della falsa sinistra, della destra più indegna, dell’incoerenza. Quei sei milioni sono diversi dagli altri che non hanno mai votato, sono un partito dal 25% che cerca qualcos’altro che non c’è più: allora perché non provare a dar loro qualcosa in grado di riportarne al voto almeno la metà?

Urge la nascita di un Partito/Movimento con dentro tutti gli ex 5S che il tempo e gli eventi hanno dimostrato essere i più puliti. Urge che qualcuno rivendichi e provi a ripristinare quelle regole che mettevano le regole davanti agli uomini e che gli uomini hanno visto bene di eliminare. Di Battista, il pesce fuor d’acqua Raggi, Morra, Lezzi, Toninelli e, perché no, Casaleggio e la piattaforma Rousseau potrebbero essere in grado di realizzare qualcosa in quella direzione? Il milione e settecentomila followers di Di Battista contano ancora qualcosa o sto immaginando l’impossibile? Forse.

Ma alla luce di ciò cui stiamo assistendo, non vedo altre strade per costruire un’alternativa, una via d’uscita dallo scempio attuale. Un’equilibrata coalizione all’interno della quale possano coesistere una buona sinistra contiana con almeno una parte di quei sei milioni a cui non frega niente di destra e sinistra ma che guardano esclusivamente a valori dettati da un buonsenso talmente evidente da poter essere definito addirittura scontato.

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