Politica

Non rimpiangerò Mario Draghi, ecco perché

di Pietro Francesco Maria De Sarlo

Non rimpiangerò Mario Draghi a Palazzo Chigi e non per un fatto di antipatia o di pregiudizio ma perché mi pare che il suo sia stato uno dei peggiori governi della Repubblica.

In sintesi: ci sono migliaia di aziende del settore edilizio messe in crisi con ben 17 variazioni normative in sei mesi e con norme spesso retroattive sui bonus edilizi e solo per aver avuto fiducia nello Stato; al bonus 110% si deve l’aumento del Pil e gran parte della tenuta economica del Paese; l’aumento del prezzo del gas frutto di una politica estera che non ci potevamo permettere; la mancata compensazione da parte dell’Europa per il maggior costo per le sanzioni alla Russia che gravano sul nostro Paese (per la Brexit Francia e Germania le ottennero); lo spread che viaggia intorno ai 200 punti rispetto ai 90 dell’ultimo periodo del Conte II; la sostituzione di Arcuri con il nipote di Mattarella, come se in tutto il Paese non ci fosse un cv più adeguato, oltre ai tanti amici dei salotti buoni messi qua e là; la bocciatura della Ue della riforma Cartabia perché mette a rischio i processi per corruzione e di mafia e l’indipendenza dei magistrati; la completa assenza di qualsiasi modifica del trattato di Dublino per cui accogliamo i biondi ucraini ma chi scappa da altre guerre o li lasciamo crepare in mare o nei lager turchi e libici; lo spettegolare, come tra vecchie comari astiose, con Grillo su Conte; l’aver ceduto parte del Pnrr della agenzia spaziale italiana a quella europea; il ddl Concorrenza che ripropone la privatizzazione dei servizi pubblici locali, ovviamente solo quelli profittevoli come l’acqua, nonostante il referendum del 2011; la sottomissione al ‘dittatore Erdogan’; il maldestro tentativo di diventare presidente della Repubblica; l’aver umiliato il parlamento tanto da inviare la finanziaria 2022 solo poche ore prima della discussione alla Camera, la prima di sempre approvata senza il parere della apposita commissione; la miriade di progetti insensati del Pnrr; l’aumento delle spese militari e la riduzione di quelle per la sanità e potrei continuare.

Non mi viene in mente nessuna richiesta fatta all’Europa che sia stata accettata, anzi non mi viene in mente nessuna richiesta se non quella che ritengo ridicola sul tetto del prezzo del gas. Penso che la buona immagine di Draghi derivi da quello che ci raccontano i media dei salotti buoni e il loro braccio politico (il Pd) e che i suoi meriti non siano stati guadagnati a favore del Paese ma di una frazione di questo: quella più ricca e potente.

Comunque se qualcuno ha in mente atti o fatti concreti compiuti da Draghi a beneficio dell’intero Paese durante il suo governo, o prima nella sua lunga e luminosa carriera, lo dica ora o taccia per sempre. Perché a breve ci sarà la campagna elettorale che consegnerà l’Italia alla destra. Il Pd sarà impegnato a rifarsi un look di sinistra dopo aver tagliato pensioni, diritti dei lavoratori, diritti sindacali, aver contestato l’unica misura contro la povertà varata da 20 anni a questa parte, aver chiesto il Mes e avere come unico programma politico cipensamariosantosubito.

Al Pd sono navigati, sanno bene che i sondaggi sono ingannevoli e che il partito nazione tiene solo in funzione della elevata astensione: bacino da cui recupera poco. Come spiega Pagnoncelli, il Pd può contare su quelli dei quartieri alti. Poi c’è lo zoccolo duro degli elettori/militanti, che per riflesso condizionato, accetta tutto per cieca fede nella ‘dirigenza’.

Il vero punto è capire se riusciranno a prendere le distanze da questo governo delle élite e se c’è una possibilità per il Pd e/o per il M5S di convincere i corpi sociali che si astengono a votarli, specialmente se alleati.

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