Cultura

‘Pino, vita accidentale di un anarchico’: il ricordo di chi visse quei momenti terribili

Di libri su Giuseppe Pinelli, certo, ne sono già usciti tanti. Anche di lavori per teatro e tv, e poi c’è la ballata che fa venire il groppo alla gola… Quella sera a Milano era caldo ma che caldo, che caldo faceva. «Brigadiere, apra un po’ la finestra» ad un tratto Pinelli cascò… e poi i raduni, le feste in suo onore degli anarchici. Tante testimonianze che non basteranno mai: perché la morte di Pinelli è una ferita destinata a restare aperta per sempre.

Pino – Vita accidentale di un anarchico è il titolo di un film del 2019 e, anche, di un libro, fresco di stampa e pubblicato Milieu Edizioni. Dopo aver realizzato il film, la regista Claudia Cipriani e lo sceneggiatore Nicolò Volpati hanno riproposto su carta la storia del ferroviere anarchico, dando voce alle figlie, Claudia e Silvia Pinelli. Il libro è firmato da tutti e quattro.

La formula utilizzata è quella della graphic novel, più accattivante per attrarre le nuove generazioni. Più vicina alla coppia Cipriani-Volpati, che vive e viene dal cinema. L’idea del libro i due la spiegano così: “Quando abbiamo incontrato Claudia Pinelli avevamo solo tre certezze: volevamo parlare della vita di Pino e non solo della sua morte, lo volevamo fare attraverso i racconti della moglie Licia e delle sue figlie e avevamo in mente un pubblico giovane. Ma non avevamo le idee chiare. Quando Claudia nel suo intervento raccontò di quel 12 dicembre in cui tornò a casa insieme alla sorella pensando di trovare il padre e invece trovò i poliziotti in borghese che perquisivano la casa, capimmo qual era la direzione che volevamo prendere: capimmo che di quelle due bambine sarebbe diventato il punto di vista del racconto”.

Un libro, quindi, diverso: non è più la “Morte accidentale…” di Dario Fo ma è, anche e soprattutto, la voce e il ricordo di chi “visse” quei momenti terribili. E che vive, poi, per ricordarli. Urlarli. “Quella sera andammo a letto un po’ spaventate. Licia si sdraiò insieme a noi e ci lesse una storia di Topolino. Topolino era una nostra passione. Ci siamo messe a rispondere alle domande del quiz Se lo sai rispondi. Una risposta non la sapevamo. Ricordo che pensai: Vabbè, questa la chiediamo a papà quando torna”. Ma papà Pino non sarebbe più tornato.

E anche se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo definì “la diciottesima delle vittime della strage di Piazza Fontana: vittima due volte, prima di pesantissimi e infondati sospetti e poi di un’improvvisa e assurda fine”, la ferita è destinata a restare ancora aperta: perché Pinelli sta ancora volando, dalla finestra… La riabilitazione di Napolitano è “Un piccolo risarcimento, un po’ di luce in quella buia parentesi che non si è mai chiusa”, dichiarò la vedova Licia Pinelli.

La graphic novel Pino – Vita accidentale di un anarchico, con fotografie di Uliano Lucas (17,90 euro, 160 pagine), è quindi un libro-testimonianza delle figlie del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dalla finestra della questura di Milano nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969, e scritto da Claudia Cipriani e Nicolò Volpati (che adesso sono alla prese con un nuovo film: La cattiva strada, su Carlo Giuliani).

Per informazioni: www.produzionidalbasso.com