Scuola

Torino, occupato il liceo Gioberti. Il racconto della studentessa: “Io picchiata dalla polizia, ero in piazza dopo la morte di un mio coetaneo”

Dopo le manifestazioni di venerdì finite con gli scontri con la polizia, gli studenti del liceo Gioberti, nel centro di Torino, hanno occupato l’istituto. Sono circa 300 i giovani che, dopo l’assemblea, hanno deciso di restare in cortile con l’intenzione di proseguire a oltranza. Un gesto di protesta con quando avvenuto venerdì, con il pugno duro della polizia che ha manganellato i ragazzi scesi in piazza per ricordare Lorenzo Parelli, il 18enne ucciso dalla caduta di una trave nell’azienda dove stava svolgendo uno stage, e per denunciare le morti sul lavoro. “Io da studentessa del Gioberti sono scesa in piazza per rivendicare l’ingiustizia della morte di un mio coetaneo – ha raccontato una ragazza ferita durante la manifestazione – Nel momento in cui abbiamo provato a interloquire con le forze dell’ordine per poter anche far defluire le persone senza bloccarle nella piazza e per poter quindi svolgere un corteo di cordoglio e di dolore, ci è stato vietato e c’è stata praticata violenza, siamo stati picchiati. Noi ne siamo la prova, fisica e psicologica“. “Chiediamo che vengano interrotte tutte le repressioni nei confronti degli studenti”, ha concluso un altro studente.

Sugli scontri in piazza è intervenuto anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, parlando in consiglio comunale. “Voglio vivere in una città dove non volano i manganelli, soprattutto sui ragazzi” ha detto, specificando di aver posto la questione in prefettura. Intanto per venerdì 4 febbraio sono previste altre manifestazioni studentesche