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Covid, marcia indietro di Macron dopo il Consiglio Ue: “I vaccinati non dovranno farsi il tampone”. Ma da Bruxelles ok alle restrizioni

Ieri il presidente francese si era limitato a dire che la Francia non avrebbe introdotto alcun controllo, allineandosi però alla decisione del vertice tra i leader dei 27 Stati membri. Oggi il dietrofront: dal suo entourage fanno sapere che, oltre alla volontà di non imporre gli stessi obblighi a vaccinati e non vaccinati, il capo dell'Eliseo ritiene che i tamponi alle frontiere interne dell’Ue abbiano "scarsissima efficacia"

Emmanuel Macron fa marcia indietro e in meno di 24 ore cambia posizione, andando contro agli accordi raggiunti in sede di Consiglio Ue, sulle limitazioni ai viaggi tra Paesi europei per motivi legati all’emergenza sanitaria nel Vecchio Continente. Ieri il presidente francese si era limitato a dire che la Francia non li avrebbe introdotti, ma non aveva espresso alcuna contrarietà sulle conclusioni del summit europeo, durante il quale si era trovato un rapido accordo, che sostanzialmente confermavano il diritto dei singoli Paesi di prendere provvedimenti purché questi fossero “coordinati” tra tutti i membri Ue e “proporzionati” rispetto alla situazione sanitaria. Oggi, però, smentisce tutto: “Di fronte alle varianti del virus, dobbiamo continuare ad agire da Europei. Le persone vaccinate non dovranno farsi il tampone per viaggiare fra i Paesi membri dell’Unione europea”, ha scritto su Twitter. Anche se la Francia ha comunque deciso di chiedere il tampone seguito da una quarantena obbligatoria alle persone che rientrano dalla Gran Bretagna.

Affermazioni che hanno sorpreso e che mettono il capo dell’Eliseo in contrasto con le posizioni di altri Paesi europei, come Portogallo, Irlanda, Grecia e Italia, che già prima del vertice avevano deciso di imporre la presentazione di un tampone pcr negativo per tutti coloro che arrivavano nel Paese, anche se vaccinati, obbligando i non immunizzati anche a un periodo di quarantena. Chi ieri non ha dato segno di voler fare un passo indietro rispetto alle proprie posizioni è proprio il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che durante il vertice è stato molto chiaro: “Quelle misure servono per mantenere il vantaggio dell’Italia su Omicron. Va bene il coordinamento Ue, ma sia guidato dalla cautela”, aveva detto.

Dietro alle sue parole, fanno sapere dal suo entourage, oltre alla volontà di non imporre gli stessi obblighi a vaccinati e non vaccinati, il presidente francese ritiene che i tamponi alle frontiere interne dell’Ue abbiano “scarsissima efficacia”, in quanto la grandissima parte dei viaggi interni alla Ue li compiono di questi tempi i lavoratori transfrontalieri che sono comunque esentati dal tampone quotidiano.