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Vaccini, Del Bono (sindaco Brescia): “Regione Lombardia? Un gigante dai piedi d’argilla. E purtroppo non è cambiato il passo”

Salvini dice che la Lombardia è una delle regioni che vaccina di più? Purtroppo no, è una delle regioni che vaccina di meno in rapporto alla popolazione e lo si è visto dai dati della presidenza del Consiglio. Abbiamo delle difficoltà grosse. La Regione Lombardia si è dimostrata un gigante dai piedi d’argilla in questo ultimo anno“. Così, ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono commenta la situazione critica nel territorio lombardo.
E aggiunge: “La Regione Lombardia è partita con la criticità della sanità territoriale durante la prima ondata della pandemia, con una grande difficoltà a reperire dispositivi di protezione individuale e poi via via coi problemi nel fare addirittura la campagna vaccinale antinfluenzale, fino ad arrivare a questo momento di disorganizzazione piuttosto accentuata nella campagna vaccinale. Purtroppo non è cambiato il passo, ma sono cambiati tre direttori generali e due assessori alla Sanità. E adesso c’è stata la decapitazione di un consiglio di amministrazione di una società della Regione. Non so cosa aggiungere rispetto a questi dati di fatto”.

Del Bono spiega: “La Regione Lombardia ha una eccellente rete di ospedali, ma ha impoverito il sistema della sanità territoriale. Abbiamo pochissimi medici di base e pochissimi presidi territoriali. Questo nella prima ondata della pandemia ha provocato una ospedalizzazione della malattia che ha fatto esplodere il sistema sanitario regionale. In più, abbiamo una forte disorganizzazione dal punto di vista logistico: in questo momento la campagna di vaccinazione fatica a decollare proprio per problemi di natura logistica. Brescia è stata ed è ancora duramente colpita dalla pandemia. E ciò nonostante, la campagna vaccinale non decolla – continua – Nella città di Brescia, che ha 200mila abitanti, la percentuale degli over 80 vaccinati supera di poco il 30%. Non ci siamo. Stiamo facendo anche un lavoro molto prezioso, e cioè stiamo contattando gli over 80 che non si sono prenotati per il vaccino proprio per spingerli a vaccinarsi e ad aiutarli a prenotarsi. Tuttavia, c’è una grande disillusione perché ci sono molti over 80 che si sono prenotati nella prima metà di febbraio e che ad oggi non sono stati chiamati“.

Il primo cittadino, infine, invoca vaccinazioni straordinarie sul suo territorio,: “Brescia e provincia meritano un’attenzione speciale: abbiamo il 6% dei decessi nazionali e le terapie intensive sono al 90% di saturazione. E non solo: abbiamo più di 1300 ricoverati e abbiamo avuto fino a 600 casi di positività su 100mila abitanti, un caso unico in Italia. Qui serve solo una strada: la vaccinazione straordinaria. Se non si interviene nei territori più critici, dove si dovrebbe intervenire? Noi sindaci siamo pienamente disponibili. Tutti i sindaci, di qualunque colore politico – conclude – hanno detto più volte alla Regione Lombardia di essere a disposizione coi loro uomini, coi loro mezzi, con le loro competenze. Purtroppo la Regione ha sempre scelto una gestione molto centralistica, coinvolgendo i Comuni solo su aspetti marginali e non nei momenti decisionali. Deve assolutamente aumentare la quantità di dosi di vaccini che arrivano nel nostro territorio e ovviamente la loro somministrazione. Se andiamo avanti con questa velocità, il numero dei positivi nella provincia di Brescia continuerà a crescere”.