Cronaca

Vaccini, media: “A marzo Astrazeneca ha tagliato del 25% le dosi da consegnare all’Unione europea”

Secondo Reuters Il documento di AstraZeneca, condiviso con i funzionari dell’Ue e datato 10 marzo, mostra che l’azienda ora prevede di consegnare 30,1 milioni di dosi entro la fine di marzo e altri 20 milioni ad aprile. Il tutto mentre l’amministratore delegato del colosso anglo-svedese Pascal Soriot il 25 febbraio aveva detto al Parlamento europeo che la società avrebbe cercato di fornire 40 milioni di dosi al blocco entro la fine di marzo

Il 60% in meno a gennaio, il 15% a fine febbraio, il 25% a marzo. Continuano i tagli della fornitura di vaccino Astrazeneca all’Unione europea, almeno secondo quanto riferito da Reuters, secondo cui nel mese in corso la società ha ridotto la consegna di dosi del 25%, non rispettando gli impegni presi il mese scorso. Il documento di AstraZeneca, condiviso con i funzionari dell’Ue e datato 10 marzo, mostra che l’azienda ora prevede di consegnare 30,1 milioni di dosi entro la fine di marzo e altri 20 milioni ad aprile. Il tutto mentre l’amministratore delegato del colosso anglo-svedese Pascal Soriot il 25 febbraio aveva detto al Parlamento europeo che la società avrebbe cercato di fornire 40 milioni di dosi al blocco entro la fine di marzo. Un impegno disatteso, insomma, come sottolineato su Twitter dal commissario Ue per il Mercato unico, Thierry Breton, secondo cui la società sta facendo “sforzi” ma “non del suo meglio, non il massimo sforzo possibile”. “Questo non basta per rispettare gli obblighi assunti nel primo trimestre” ha evidenziato Breton, aggiungendo che “è tempo che il board di AstraZeneca si assuma la sua responsabilità fiduciaria e faccia ciò che serve per adempiere agli impegni“. Poi, parlando con i giornalisti, Breton ha sottolineato che la campagna vaccinale è “talmente importante per tutti i cittadini europei e per il mondo intero che è essenziale che il consiglio di amministrazione di AstraZeneca adotti tutte le misure per rispettare gli impegni che sono stati presi”.

Come detto si tratta della terza rimodulazione al ribasso nella fornitura di dosi di vaccino all’Europa. Il 20 febbraio, si ricorderà, la casa farmaceutica aveva annunciato una sforbiciata del 15% delle dosi destinate all’Italia: 506mila fiale alle varie regioni invece delle 566mila previste, il che aveva causato gli ennesimi ritardi nel piano di somministrazione dei vaccini proprio nei giorni in cui era entrata nel vivo la fase che coinvolgeva forze dell’ordine e personale scolastico. La società si giustificò sottolineando la complessità della produzione, assicurando di essere al lavoro “per rispettare l’impegno di consegnare all’Italia 4,2 milioni di dosi nel primo trimestre, con l’obiettivo di superare i 5 milioni”. Dopo tre giorni, sempre l’agenzia Reuters aveva anticipato che Astrazeneca nel secondo trimestre avrebbe consegnato meno della metà dei vaccini all’Unione europea. Un’indiscrezione che le notizie di oggi sembrano confermare.

A fine gennaio, invece, la polemica toccò livelli altissimi quando la società spiegò che per “problemi di produzione le consegne sarebbero state ridotte del 60% nel primo trimestre”. Una comunicazione che creò uno scontro durissimo con i massimi vertici dell’Unione europea. Al centro della contesa il contratto tra Ue e Astrazeneca, con la società che rivendicava di non aver alcun obbligo di fornitura nei confronti dell’Europa e Bruxelles che al contrario puntava su impegni morali e contrattuali della casa farmaceutica. Alla fine il contratto di fornitura venne reso pubblico (seppur con molti omissis) ed emerse come l’azienda aveva dichiarato di non avere altri obblighi contrattuali, impegnandosi a produrre vaccino anche fuori dall’Ue per rispettare le consegne. Facendo un po’ di conti, inizialmente Astrazeneca si era impegnata per consegnare 90 milioni di dosi all’Europa nel primo trimestre: ad oggi la speranza è che riesca a farne arrivare 30.