Scuola

Milano, iscrizioni al liceo col sorteggio. “Data la pandemia, quest’anno la meritocrazia non è un buon metodo”

L'assessora all’Istruzione Laura Galimberti spiega come si è arrivati alla decisione al Manzoni Linguistico, che ha avuto il via libera dal Consiglio d'istituto. "Vista la pandemia quest'anno non potevamo fare i test. E una prova sarebbe stata ingiusta nei confronti di chi in regime di didattica a distanza non hanno avuto tutti le stesse opportunità. Quello scelto è stato il criterio più oggettivo e democratico possibile”

A Milano le iscrizioni al liceo “Manzoni” del civico polo scolastico (istituto paritario) sono fatte con il sorteggio. Sul sito della scuola, dopo una giornata di estrazioni con i bussolotti in diretta YouTube, sono apparsi i nominativi dei 200 fortunati che potranno iscriversi al linguistico. La scelta sostenuta dall’assessore all’Istruzione Laura Galimberti e approvata dal Consiglio d’istituto è stata presa per trovare una soluzione di fronte ai 700 ragazzi aspiranti. Quest’anno, vista la pandemia, non è stato possibile effettuare il consueto test d’ingresso che scremava il numero degli alunni.

Un problema che la dirigente Maria Bernadette Rossi si è posta e che è stato districato optando per il criterio più oggettivo: l’estrazione di tutti i pre-iscritti. Venerdì, alla presenza della preside, della presidente del Consiglio d’Istituto, dei rappresentanti degli studenti e di uno dei docenti, in diretta online, la sorte ha fatto la sua parte. Dai bussolotti, trasparenti come quelli delle lotterie, sono stati estratti i bigliettini bianchi con i nomi e i cognomi dei ragazzi che potranno iscriversi al “Manzoni”.

L’operazione è durata quattro ore e si è svolta con la massima trasparenza. A spiegare come si è arrivati a questa decisione è Galimberti: “C’è stato un motivo tecnico e uno di metodo. Da una parte non potevamo predisporre un locale per fare questi test, in presenza del coronavirus; dall’altra trovo che quest’anno la selezione attraverso i quesiti sarebbe stata ingiusta nei confronti dei ragazzi delle medie che in regime di didattica a distanza non hanno avuto tutti le stesse opportunità. Quello scelto è stato il criterio più oggettivo e democratico possibile”.

L’assessore respinge qualsiasi idea diversa: “Scegliere gli studenti in base a dove abitano crea una discriminazione geografica e così anche individuarli attraverso i voti è assurdo. La meritocrazia proprio quest’anno non è un buon metodo”.

Laura Galimberti sa che magari la dea fortuna ha scelto un ragazzo che non avrebbe mai passato il test ma è convinta che nel corso dell’anno scolastico questi alunni potranno avere l’opportunità di recuperare. A contrastare il metodo usato è invece Luca Mengoni, rappresentante degli studenti. Nonostante in consiglio d’istituto abbia votato a favore dell’estrazione a sorte ora sul quotidiano “Il Giorno” ha dichiarato: “Noi non eravamo d’accordo con la volontà di procedere al sorteggio. Il Comune avrebbe potuto fare molto di più mettendo a disposizione degli spazi per poter svolgere il test in modo scaglionato e sicuro”. Pronta la risposta dell’assessore milanese al fatto.it: “Di là dell’incoerenza di votare a favore in consiglio d’istituto e di dire il contrario alla stampa, non potevamo predisporre decine di siti perché serve chi si occupa di pulire, di sorvegliare. E poi non dimentichiamo che l’estrazione ha permesso anche a chi non ha potuto avere un’istruzione di qualità a causa della connessione o di altro, di poter accedere a questa nostra scuola”.