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Gentiloni: “In primavera i primi 20 miliardi del Recovery fund per l’Italia”. Gualtieri: “Pronti a mobilitare altre risorse”

Il commissario europeo agli Affari economici fa il punto sulle tempistiche per l'erogazione dei finanziamenti mentre il ministro dell'Economia conferma che servirà una struttura ad hoc per gestire i fondi in arrivo da Bruxelles. Stiamo vivendo uno "stress test per le nostre democrazie" ha poi rimarcato Gentiloni

“Penso che grossomodo i tempi previsti saranno rispettati, nella tarda primavera dell’anno prossimo potrebbe arrivare la prima tranche, il 10% del piano. Se l’Italia fa un piano che comprende anche i prestiti sono circa 20 miliardi”. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni alla festa del Foglio, riferendosi ai fondi destinati al nostro paese dal Recovery fund europeo. In tutto si tratta di circa 200 miliardi di euro di cui 127 in forma di prestiti e 82 a fondo perduto. Gentiloni ha poi ricordato come , intanto, siano arrivati i primi 10 miliardi di prestiti dal Sure, il programma gestito dalla Commissione Ue per finanziare cassa integrazione e misure a sostegno del lavoro nei paesi membri. La quota complessiva destinata al nostro paese è al momenti di 27 miliardi di euro.

Intervenendo allo stesso evento il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha affermato che “Non possiamo limitarci a prevedere una gestione ordinaria delle risorse del Recovery: occorre rafforzare capacità di progettazione e spesa anche definendo una struttura ad hoc che possa disporre anche di poteri sostitutivi nel caso la spesa si rallenti e non venga realizzata”. Gualtieri ha anche assicurato che “se serviranno risorse aggiuntive le mobiliteremo come sempre abbiamo fatto“. In particolare, spiega il ministro “Abbiamo sempre detto che accompagneremo qualsiasi intervento restrittivo con adeguate misure e siamo nelle condizioni di affrontare diversi scenari”.

Lockdown sono inevitabili, esame di maturità per i sistemi democratici- Il commissario Gentiloni ha parlato anche della difficilissima situazione che sta affrontando l’intera Europa e dell’inevitabilità di misure più drastiche per il contenimento dei contagi. “Sono giorni di grande preoccupazione. Mai abbiamo avuto uno stress test così forte per le nostre democrazie. Bisogna avere una grandissima fiducia nei nostri sistemi democratici, nel primo tempo di questa pandemia i modelli democratici su quelli populisti hanno senz’altro avuto la meglio e così deve essere anche nella seconda fase”, ha detto il commissario. “La situazione non è fuori controllo in nessun paese europeo, incluso il Belgio e tuttavia diversi paesi a cominciare da Francia, Belgio, Inghilterra, Germania ed altri che sono meno sotto i riflettori, hanno preso decisioni drastiche. Credo sia abbastanza inevitabile arrivare a decisioni drastiche, con lo sforzo di salvaguardare alcuni aspetti della nostra vita, del lavoro e del sistema di istruzione soprattutto per i più giovani” ha continuato Gentiloni parlando poi di “un percorso abbastanza scritto nei diversi Paesi europei” che avrà “le sue conseguenze sociali e sull’economia”.

La sfida di vaccino – “Abbiamo davanti delle sfide davvero inedite, perfino il vaccino che è una speranza di tutti noi sarà una sfida”, ha detto sempre Paolo Gentiloni spiegando che “se noi avremo la possibilità di vaccinare alcuni miliardi di esseri umani questo comporterà problemi economici, logistici e anche incognite sanitarie, perché non è mai capitato di avere un vaccino completamente nuovo” da somministrare “in tempo tanto ridotto”. “Non abbiamo certezze del quadro che abbiamo di fronte, stiamo sperimentando questa seconda fase della pandemia con livelli molto allarmanti tra i vari Paesi tra cui l’Italia e abbiamo una prospettiva se tutto va bene nei prossimi mesi di distribuire un vaccino, ma la sfida dal punto di vista scientifico, economico, logistico sarà enorme anche quando saranno disponibili i vaccini”, ha aggiunto.