Cinema

Il nuovo James Bond esclusivamente online? Apple, Netflix e Amazon ci provano. Ma la Mgm cederebbe solo per una “cifra principesca”

Si parla di 600 milioni di dollari. 007 No time to die è diventato presto nei mesi di lockdown il simbolo universale prima di difesa, poi di resistenza e rilancio del ritorno possibile dei blockbuster delle grandi major nei cinema. Un po’ come se le sorti in sala di questo film fossero una spia di un ritorno alla normalità industriale del settore

Il nuovo James Bond finirà in streaming? Ci manca poco. I rumors registrati su Variety sembrano inequivocabili (ed eravamo stati facili profeti). Apple, Netflix, ma anche altri servizi di streaming come Amazon, stanno sondando il terreno di una possibile premiere di 007 No time to die esclusivamente online. L’uscita in sala dell’ultima puntata del celebre agente segreto al servizio di Sua Maestà interpretata da Daniel Craig è infatti slittata di oltre un anno dopo lo scoppio della pandemia Covid. La prima data utile doveva essere la primavera del 2020, poi novembre 2020, infine, ad oggi fine marzo/inizio aprile 2021. Secondo quanto riporta Variety, la Mgm, lo storico studio hollywoodiano che dal 1962 produce i capitoli del franchise ha perso tra i 30 e i 50 milioni di dollari a causa del posticipo continuo del film in sala.

Gli analisti di Bloomberg riferiscono che la scorsa settimana ad Hollywood si è parlato solo di questo. Questo perché Sony e Paramount stanno vendendo diversi titoli di punta previsti per l’autunno e l’inverno alle compagnie di streaming. “Non commentiamo le voci che girano. Il film non è vendita. Uscirà come detto nel 2021 per preservare l’unicità dell’esperienza in sala degli spettatori”, ha fatto sapere a Variety un portavoce della MGM. Tuttavia gira insistente l’ipotesi che MGM per una cifra “principesca” cancellerebbe ogni difesa del prodotto rigorosamente in sala. Si parla di qualcosa come 600 milioni di dollari, prezzo comunque ritenuto troppo esoso per i titolari di servizi in streaming attuali. Non è inoltre chiaro se Barbara Broccoli e Michael G. Wilson, i due storici produttori del franchise che esercitano formalmente il controllo finale su tutto ciò che riguarda il destino di Bond attraverso la loro società Eon, firmeranno l’accordo.

007 No time to die è diventato presto nei mesi di lockdown il simbolo universale prima di difesa, poi di resistenza e rilancio del ritorno possibile dei blockbuster delle grandi major nei cinema. Un po’ come se le sorti in sala di questo film fossero una spia di un ritorno alla normalità industriale del settore. Va infine aggiunto che il passaggio presunto di No time to die dalla sala allo streaming richiederebbe alcune sfide logistico produttive non di poco conto. Il film è costato sui 250 milioni di dollari e, come segnala Variety, ha messo in fila diverse partnership promozionali per sostenere attivamente quei costi. Ovvero grandi marchi che si fanno indirettamente pubblicità apparendo nel film, tra cui Land Rover, Omega e Heineken. Aziende che potrebbero chiedere a gran voce che il film finisca nei cinema e che non sarebbero per nulla felici di inchinarsi allo streaming che ha altri target commerciali a livello di pubblico. Variety cita l’esempio della vendita di Coming 2 America ad Amazon Prime, operazione subordinata all’ok sul cambiamento di programma dei suoi partner promozionali McDonald’s e Crown Royal.