Cronaca

Coprifuoco in Lombardia, firmata l’ordinanza: dalle 23 alle 5 spostamenti solo per comprovate esigenze. Da lunedì scuole superiori in dad

Per spostarsi in orario notturno sarà necessaria l'autocertificazione. E' "in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza". Le norme saranno valide fino al 13 novembre. Un'altra ordinanza dispone la chiusura nel fine settimana delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio all’interno dei centri commerciali

In Lombardia scatta il coprifuoco dalle 23 alle 5 a partire da giovedì 22 ottobre. E da lunedì 26 l’attività scolastica nelle scuole secondarie si svolgerà solo con la didattica a distanza. Il governatore Attilio Fontana, dopo la ‘convocazione’ di Matteo Salvini, ha firmato insieme al ministro della Salute Roberto Speranza l’ordinanza che consente solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute, in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza e autodichiarazione per certificare gli spostamenti. Le norme saranno valide fino al 13 novembre 2020. Altri provvedimenti, come la limitazione degli orari per i negozi della media e grande distribuzione non alimentari, sono disposti da un’altra ordinanza firmata da Fontana d’intesa con i sindaci di Bergamo Giorgio Gori, di Brescia, Emilio Del Bono, di Como Mario Landriscina, di Cremona Gianluca Galimberti, di Lodi Sara Casanova, di Lecco Mauro Gattinoni, di Mantova Mattia Palazzi, di Milano Giuseppe Sala, di Monza Dario Allevi, di Pavia Fabrizio Fracassi, di Varese Davide Galimberti, di Sondrio Marco Scaramellini, oltre che con il presidente di Anci Lombardia e il presidente di Unione Provincie Lombarde.

Dalle 23 consentiti solo “spostamenti motivati da comprovate esigenze” – Nella prima ordinanza è previsto che “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid 19 su tutto il territorio della Regione Lombardia, dalle ore 23.00 alle ore 5 del giorno successivo sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza. La sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato. Tale onere potrà essere assolto, producendo un’autodichiarazione”.

Le attività di somministrazione di alimenti e bevande sia su area pubblica che su area privata (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi, bar mobili) “sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 23.00, con consumo al tavolo, e con un massimo per tavolo di sei persone (in tale numero non sono computati conviventi e congiunti), e sino alle ore 18,00 in assenza di consumo al tavolo”. “Con la chiusura dei pubblici esercizi all’ora stabilita deve cessare ogni somministrazione agli avventori presenti ed effettuarsi lo sgombero del locale. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 23.00, la ristorazione con asporto o con modalità drive-through, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Prevista anche la chiusura “dalle 18 alle 5 dei distributori automatici ‘h24’ che distribuiscono bevande e alimenti confezionati, con affaccio sulla pubblica via; tale misura non si applica ai distributori automatici di latte, suoi derivati e acqua”. I divieti di cui ai precedenti punti “non si applicano agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande presenti sulla rete autostradale, sulle tangenziali e negli aeroporti“.

L’ordinanza vieta inoltre “dalle 18.00 alle 5.00 la consumazione di alimenti e bevande su aree aperte al pubblico. E’ sempre vietato il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nelle aree pubbliche compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico”. I sindaci “possono adottare ulteriori misure restrittive, anche in relazione al divieto assoluto di assembramento, e devono assicurare massima collaborazione ai fini del controllo sul rispetto delle presenti misure”.

In relazione all’ordinanza già in vigore dal 16 ottobre, è stato inoltre deciso che per lo sport di contatto dilettantistico restano sospese gare e competizioni locali, provinciali e regionali. Possono, invece, essere svolti gli allenamenti in forma individuale a condizione che siano osservate le misure di prevenzione dal contagio.

Sulle misure di prevenzione in ordine alle attività scolastiche, l’ordinanza prevede che “le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare, dal 26 ottobre, il pieno svolgimento della didattica a distanza per le lezioni, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali. Agli altri istituti è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile, per lo svolgimento della didattica a distanza. Le attività di laboratorio possono continuare ad essere svolte in presenza”. L’ordinanza raccomanda inoltre “che i dirigenti degli istituti scolastici organizzino e differenzino gli ingressi a scuola; a tal fine gli Uffici di ambito territoriale (Uat), in raccordo con gli Uffici scolastici regionali (Usr), assicurano lo stretto coordinamento con le Agenzie del Tpl ed i sindaci degli ambiti di riferimento.

L’ordinanza sulla chiusura dei centri commerciali – L’ordinanza firmata da Fontana e dai sindaci recita invece che “i gestori e gli organizzatori delle attività economiche e sociali programmano le medesime al fine di garantire il rispetto da parte del pubblico, dei clienti ed utenti di quanto stabilito dall’Ordinanza del Ministro della Salute d’intesa con il Presidente della Regione del 21 ottobre 2020. Nelle giornate di sabato e domenica è disposta la chiusura delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti all’interno dei centri commerciali. La disposizione di cui al precedente periodo non si applica alla vendita di generi alimentari, nonché alle farmacie e parafarmacie e altre categorie merceologiche”. Inoltre, si legge, “è fatto obbligo sia per gli esercizi commerciali al dettaglio che per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti. Tali esercizi devono adottare regole di accesso, in base alle caratteristiche dei locali, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. In particolare, le medie e grandi strutture di vendita devono garantire quanto previsto al periodo precedente, dando priorità, ove possibile, a modalità (app, internet etc.) di prenotazione dell’accesso all’esercizio”.

Il tentativo di Salvini – Il tentativo dell’ex ministro dell’Interno – che pochi giorni fa aveva definito il coprifuoco “senza senso” – di frenare la stretta nella regione guidata dalla sua Lega è almeno parzialmente andato a vuoto. Dopo un confronto con i sindaci dei capoluoghi di provincia sul testo, Fontana ha varato le nuove regole, annunciate lunedì sera. Il faccia a faccia di martedì tra il leader del Carroccio, il presidente della Regione, gli assessori leghisti e il gruppo consiliare aveva scatenato le polemiche, non solo da parte dell’opposizione, per quella che il M5s ha definito una “grave ingerenza”.

“Ho chiesto solo coordinazione”, si è difeso Salvini. Eppure anche Davide Boni, leghista ed ex presidente del Consiglio regionale lombardo, aveva sottolineato come l’entrata a gamba tesa di Salvini rischiasse di debilitare la leadership di uno tra lui e Fontana. In mattinata il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, tra gli amministratori locali che più sposano la linea della prudenza, e diversi esponenti del Pd avevano ricordato come gli scenari ipotizzati dal Comitato tecnico scientifico siano di avere 4mila ricoverati e 600 pazienti (in un range da 434 a 815) in terapia intensiva. “Numeri simili a inizio marzo”, aveva sottolineato il primo cittadino della città più colpita dalla prima ondata.

Nel testo dell’ordinanza si ricorda che nelle ultime settimane in Lombardia si è verificata “una crescita continua” dei contagi con valori RT “per ricovero ospedaliero” che nella settimana 5-11 ottobre è stato “pari a 1.68” e che per la settimana 12- 18 ottobre 2020 “si stima un dato in aumento”. Il dato medio dei nuovi positivi ogni 24 ore è passato dai 266 della settimana 28 settembre-4 ottobre, ai 708 della successiva e poi 1.964 per il periodo 12-18 ottobre. Numeri che stanno portando a un costante aumento della pressione sugli ospedali, con ricoveri triplicati in 8 giorni.