Politica

2 giugno, il centrodestra in piazza a Roma contro il governo. Meloni: “Avremo un tricolore di 500 metri e saremo distanziati”

Incassato il pollice verso per andare all'Altare della Patria, prerogativa da sempre riservata al capo dello Stato e non ai leader dei singoli partiti politici, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia scenderanno in piazza del Popolo. Una festa della Repubblica che per il centrodestra sarà di protesta contro l'esecutivo e contro la sindaca della Capitale

Niente Altare della Patria. Il 2 giugno Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia dovranno accontarsi di piazza del Popolo a Roma. Ma avranno un “tricolore di 500 metri“. A raccontarlo è Giorgia Meloni, che in un’intervista al Messaggero spiega come i leader del centrodestra avrebbero “voluto una manifestazione piena di gente, ma vogliamo rispettare le regole e non vogliamo far correre rischi a nessuno. Saremo ben distanziati“.

L’appello su facebook ai supporter dell’opposizione è dunque per la “non presenza fisica”:” Non vi chiediamo di venire, perché non conosciamo ancora la curva dei contagi, vogliamo una manifestazione sicura e non vogliamo dare alcun alibi al governo per giustificare i suoi fallimenti”, scrive la leader di Fdi. Chiedendo ai suoi elettori di “diffondere le immagini delle iniziative che pubblicheremo” e rilanciando un nuovo appuntamento, stavolta senza distanziamento: “In piazza vi aspettiamo il 4 luglio, per una grande manifestazione nazionale”.

Il 2 giugno del 2020 per Meloni, Matteo Salvini e i berlusconiani più che la festa della Repubblica sarà una manifestazione di protesta: contro il governo ma pure contro la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Il disastro di Roma è parte, importantissima, del disastro generale dei rossogialli. La Capitale non è purtroppo immune dall’incompetenza e dalla fame di potere a cui ci hanno abituato i grillini anche al governo nazionale”, sostiene la leader di Fdi, che nel 2016 si candidò sindaca della Capitale non riuscendo ad accedere neanche al ballottaggio (poi vinto da Raggi contro il candidato del Pd, Roberto Giachetti).

A bruciare è anche il pollice verso arrivato alla curiosa richiesta dei leader del centrodestra. Domani, infatti, la fondatrice di Fratelli d’Italia avrebbe voluto deporre una corona d’alloro al milite ignoto, in fondo alla scalinata dell’altare della Patria, il monumento iconico di Piazza Venezia nel cuore di Roma. Una prerogativa da sempre riservata al presidente della Repubblica, che rappresenta tutti gli italiani, e non ai leader dei singoli partiti. Per questo motivo la richiesta, arrivata al ministero della Difesa su carta intestata di Fratelli d’Italia e firmata personalmente da Meloni, è stata respinta dal cerimoniale di Palazzo Chigi. Il 2 giugno, come ogni anno, sarà il capo dello Stato, Sergio Mattarella ,a deporre una corona d’alloro in rappresentanza di tutti e sarà accompagnato solo dalle alte cariche dello Stato, ovvero il premier Giuseppe Conte, il presidente della Camera Roberto Fico e quello del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e i ministri competenti, tra cui il titolare della Difesa, Lorenzo Guerini, e il presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia. Poi Mattarella andrà a Codogno, il primo centro colpito dal coronavirus a fine febbraio.

Ieri, Meloni ha attaccato sui social il rifiuto di Palazzo Chigi alla concessione dell’Altare della Patria, accusando lo staff del premier Conte di aver “passato il pomeriggio a chiamare tutti i giornali per raccontare una versione che serviva a screditarci, senza che nessuno avesse mai parlato della questione con noi. Secondo la leader di Fdi se “quel giorno non era possibile, o non era istituzionalmente rispettoso, bastava dirlo. Invece si è pensato che anche questo nostro gesto fosse un’occasione per fare propaganda contro di noi“. Palazzo Chigi ha replicato chiarendo che “non c’è nessuna scelta politica all’origine del rifiuto di far partecipare Lega e FdI alla cerimonia” e, soprattutto, di non aver avuto alcun ruolo nella diffusione della notizia.