Politica

Coronavirus, Raggi: “A Roma abbiamo 800 milioni da sbloccare per l’emergenza. Chiediamo al governo un decreto ‘Cura Comuni’”

Emergenza Coronavirus? Abbiamo ricordato al governo che abbiamo un risparmio di 800 milioni di euro bloccato per legge, che, invece, potremmo utilizzare in questo momento per dare linfa a tutta una serie di servizi per poi ricostituirlo come risparmio negli anni successivi. Speriamo che dopo il decreto ‘Cura Italia’ possa arrivare a breve anche il decreto ‘Cura Comuni’”. Lo spiega ai microfoni di Radio Radio la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che aggiunge: “Al governo stiamo chiedendo una serie di misure nei confronti dei Comuni che, non è il caso di Roma, tra due mesi potrebbero non avere più liquidità per pagare gli stipendi dei dipendenti. Tutti noi sindaci siamo in prima linea per tenere tutte le nostre macchine in efficienza anche in queste condizioni”.

Virginia Raggi poi si sofferma sui provvedimenti presi nella Capitale: “Già da ieri pomeriggio abbiamo attivato i controlli “anti-scampagnata” con la polizia, per evitare che i romani col bel tempo pensino di andare al mare o fuori porta e devo dire che questa mattina sono stato fatti controlli a poche auto. Dunque, i romani stanno reagendo bene e per questo li ringrazio”.

Circa le misure sanitarie, la sindaca M5s puntualizza: “Sull’impatto negli ospedali la Regione ci dà sempre numeri confortanti. Chiaramente più eviteremo situazioni di contagio e bloccheremo questa espansione del virus, tanto più la Regione reggerà. Non è un mistero che comunque non ci siano posti ma questo accade in tutta Italia a causa dello smantellamento della sanità pubblica che è stato fatto negli ultimi anni. Al momento c’è una corsa ad aprire i reparti di terapia intensiva cercandoli un po’ ovunque e i posti non sembrano sufficienti al livello di sistema-paese, tanto è vero che tante regioni si stanno mettendo a disposizione per supportare quelle che hanno meno posti. Tanto più rispetteremo i divieti, tanto prima usciremo da questa situazione che oserei definire un incubo, perché è così”.

Cruciale anche il tema della mobilità, che a Roma punta sul car sharing, e degli orari delle catene alimentari: “Supermercati? L’ordinanza della Regione è uscita il 17 marzo, io ho voluto vedere quale fosse l’impatto: la verità è che abbiamo visto file chilometriche snodarsi lungo la città. L’impatto quindi è stato negativo, per questo ho scritto alla Regione chiedendo la riapertura, che significherebbe diluire i clienti nell’arco della giornata. Ho anche chiesto di supportare i commessi e tutti coloro che lavorano in situazioni evidentemente critiche, quindi fornirli di protezioni, mascherine e guanti, visto che in alcuni negozi non ci sono queste condizioni di sicurezza per i problemi di approvvigionamento che sussistono in Tutta Italia. Però, allo stesso tempo, mi sono fatta portavoce della richiesta: quando arriveranno le mascherine a questa categoria, va sicuramente data la precedenza, perché appartiene alle categorie più esposte”.

E aggiunge: “Riguardo al trasporto pubblico, la Regione ha deciso di chiudere alle 21.00 anche perché ormai i vari decreti ministeriali hanno stabilito che la prevalenza del lavoro debba essere fatta a distanza, quindi tramite smart working. Non sono più tante le categorie che vanno al lavoro di notte ed anche noi avevamo pensato a queste limitazioni. Bisogna pur tenere conto dei medici e del personale sanitario che sta facendo turni massacranti a disposizione dei quali abbiamo messo 100 auto del car sharing romano per chi non ha un’auto propria – continua – Stiamo inoltre stipulando convenzioni con degli operatori di car sharing privato per prevedere condizioni specifiche, se non anche per persone che fanno lavori al di fuori dell’orario del trasporto pubblico. Abbiamo anche subito sospeso le rette degli asili, le mense scolastiche e il pagamento del trasporto scolastico, così come il pagamento della tassa di soggiorno. Stiamo poi studiando altri provvedimenti per alleggerire il più possibile i pagamenti che non sono sostenibili”.