Economia

Decreto fisco, conti da rifare: Rc auto familiare solo da rinnovo polizza. Saltano alcuni emendamenti, stralciato quello su fondazioni

Il testo, collegato alla manovra, ha dovuto tornare in commissione Finanze. Poi il governo ha posto la fiducia. Cancellata la norma che aveva provocato le polemiche di Italia Viva. Dalla commissione Bilancio è arrivato lo stop per mancanza di coperture al bonus per comprare l’airbag per la moto e all’ampliamento della platea del 730

Conti da rifare, questioni politiche ancora da risolvere e norme da rivedere, compresa la “rivoluzione” della Rc auto familiare annunciata giusto ieri, martedì. Il decreto fiscale, la prima ‘gamba’ della manovra, è ancora nel caos. Il testo torna in commissione Finanze, come ha annunciato la relatrice Carla Ruocco. In serata il decreto è tornato all’esame dell’Aula della Camera e il governo ha posto la questione di fiducia. E’ ora necessaria una riunione della conferenza dei capigruppo per stabilire il prosieguo dei lavori. La stessa Ruocco ha annunciato lo stralcio dell’emendamento che faceva slittare al primo gennaio 2021 delle disposizioni che equiparano gli obblighi di trasparenza delle fondazioni a quelli previsti per i partiti politici. Pd e M5S si stanno accordando su un ordine del giorno per la manovra, che riduca la platea delle fondazioni coinvolte escludendo quelle che hanno o hanno avuto legami con amministratori locali, come i consiglieri comunali.

Si sta anche lavorando a una riformulazione dell’emendamento – già approvato in commissione Finanze – che permetteva alle famiglie di beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra tutti i veicoli di proprietà del nucleo. L’adeguamento scatterà solo al momento del rinnovo della polizza. Non solo: dalla commissione Bilancio è arrivato lo stop a diverse norme per mancanza di coperture. Salta, per esempio, il bonus per l’acquisto di airbag per la moto ma anche l’ampliamento della platea del 730, anche se viene confermato lo slittamento della presentazione al 30 settembre.

L’impasse della Camera rallenta anche il percorso della legge di Bilancio. Eppure lo scoglio decreto fiscale sembrava risolto dopo la maratona notturna di lunedì lunga 14 ore. Ad aprire le polemiche era stata infatti Italia Viva, proprio sulla norma per il rinvio delle regole sulla trasparenza per le fondazioni legate ai partiti, votata dal resto della maggioranza. Quel nodo per il momento è stato tolto dal tavolo: l’emendamento è stato stralciato e ci sarebbe un accordo fra Pd e M5S per un ordine del giorno che ‘trasmetta’ la materia alla manovra.

Insieme alla revisione delle norme sulla nuova Rc auto familiare, arrivano anche le 16 condizioni contenute nel parere favorevole della commissione Bilancio della Camera. Oltre al bonus airbag per la moto e all’ampliamento della platea del 730, tra gli emendamenti da rivedere per sistemare le coperture ci sono anche la tassa sui container, i ritocchi all’esterometro e agli sgravi per i lavoratori impatriati, il fondo per le vittime dell’amianto, il credito d’imposta per le commissioni anche sui pagamenti via smartphone. La Bilancio aveva chiesto anche, ma tra le condizioni da non recepire obbligatoriamente, che si cancellasse lo slittamento al 30 settembre per la presentazione del 730, che “comporta criticità” nel monitoraggio delle entrate “soprattutto in relazione all’aggiornamento” del Def.

L’articolo 54 del decreto fiscale, che prevedeva il prestito ponte per Alitalia ma lo vincolava alla cessione della compagnia, viene invece abrogato. La relatrice Ruocco lo ha comunicato durante il suo intervento in aula alla Camera. Il consiglio dei ministri, nei giorni scorsi, ha approvato un decreto legge ad hoc che modifica la norma sul prestito ponte, svincolando l’erogazione delle risorse dalla vendita della società.