Cronaca

Vaticano, Matteo Bruni nuovo portavoce di Papa Francesco: laico, sposato e con una figlia

Il neo direttore della Sala Stampa era responsabile dell’Ufficio accrediti e dei giornalisti del volo papale durante i viaggi internazionali dei vescovi di Roma. Solo nell’ultimo anno Bergoglio ha cambiato tre portavoce, quattro dall’inizio del pontificato

Cambio al vertice della comunicazione vaticana. Matteo Bruni è il nuovo direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Papa Francesco ha scelto un laico, sposato e con una figlia, da dieci anni dipendente dell’istituzione che ora è chiamato a dirigere. Arrivato nella Sala Stampa vaticana nel 2009, infatti, Bruni è diventato responsabile dell’Ufficio accrediti e dei giornalisti del volo papale durante i viaggi internazionali dei vescovi di Roma. Se da un lato il nuovo direttore non è un giornalista, dall’altro in questi anni ha acquisito un’esperienza tale nel mondo della comunicazione, soprattutto all’estero, da risultare agli occhi del Papa la persona ideale per governare la Sala Stampa della Santa Sede in un’epoca in cui i media vaticani stanno vivendo la non facile stagione delle riforme. Un’opera iniziata da monsignor Dario Edoardo Viganò e ora passata nelle mani di Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione.

Nato il 23 novembre 1976 a Winchester, in Gran Bretagna, il nuovo portavoce vaticano si è laureato in Lingue e letterature straniere moderne e contemporanee nell’Università La Sapienza di Roma. Oltre l’italiano, conosce l’inglese, lo spagnolo e il francese. Nel suo curriculum spicca anche il suo impegno umanitario nella Comunità di Sant’Egidio accanto ai poveri e ai migranti. Impegno, quest’ultimo, che lo ha visto spesso in Africa per missioni solidali. Bruni arriva al timone della Sala Stampa dopo quasi sette mesi di interim affidato ad Alessandro Gisotti, ex giornalista di Radio Vaticana, che era subentrato dopo le dimissioni improvvise dell’allora direttore, lo statunitense dell’Opus Dei Greg Burke, e della sua vice, la spagnola Paloma García Ovejero. Dimissioni irrevocabili presentate al Papa il 31 dicembre 2018 in aperta polemica con il nuovo assetto dei media vaticani. Solo nell’ultimo anno il Papa ha cambiato tre portavoce, quattro dall’inizio del pontificato: padre Federico Lombardi, Burke, Gisotti e ora Bruni.

Il passaggio di consegne avverrà il 22 luglio 2019. Gisotti, insieme a Sergio Centofanti, andrà a ricoprire il ruolo di vicedirettore editoriale del Dicastero per la comunicazione. “Con le nomine di oggi – ha affermato Ruffini – viene compiuto – e attraverso la valorizzazione di risorse interne – un altro importante passo in avanti nella definizione dell’assetto del Dicastero per la comunicazione. La Sala Stampa ha un nuovo direttore, Matteo Bruni, che conosce perfettamente la macchina e che si è fatto negli anni apprezzare per le sue capacità umane e professionali. La direzione editoriale, dopo la nomina del direttore avvenuta a dicembre, ha ora due vicedirettori di grandissima professionalità, sensibilità e competenza. Alessandro Gisotti e Sergio Centofanti contribuiranno, sotto la guida del direttore Andrea Tornielli, a migliorare sempre di più l’offerta integrata dei nostri media, dove entrambi sono cresciuti. Ad Alessandro Gisotti, che ha guidato ad interim per più di sei mesi la direzione della Sala Stampa e che passa il testimone a Matteo Bruni, va un mio grazie particolare”.

Ruffini ha ricordato, inoltre, che “quelli appena trascorsi sono stati mesi molto impegnativi. E nonostante avesse comunicato già all’inizio del suo mandato la propria disponibilità a svolgere il ruolo di direttore solo per un periodo limitato di tempo, nonostante dunque il poco tempo a disposizione ed una agenda fitta di appuntamenti importanti che richiedevano il massimo sforzo di comunicazione, Gisotti ha svolto il suo servizio con dedizione assoluta e professionalità, fornendo anche un intelligente contributo alla nuova definizione organizzativa della direzione. La direzione della Sala Stampa, che si completerà con il vicedirettore, vede ora la sua nuova struttura quasi definita. Sono sicuro che Matteo Bruni saprà guidarla con competenza, saggezza, lungimiranza e spirito di squadra, contribuendo al suo assetto definitivo con l’obiettivo di fornire il migliore servizio possibile a una corretta informazione”.

Il neo portavoce papale ha commentato che “la nomina è certamente per me un onore. Mi piace leggerla come un segno di stima non solo per la mia persona, ma anche per la storia da cui provengo e il lavoro fatto con i colleghi della Sala Stampa della Santa Sede. Sono grato della fiducia del Santo Padre e del prefetto, Paolo Ruffini, che mi sostiene con la vicinanza del Dicastero. È evidentemente anche una scelta che valorizza le risorse interne. La Sala Stampa è una struttura non grande, ma complessa, con una varietà di funzioni articolate e non tutte immediatamente evidenti, neppure a chi la frequenta con assiduità: credo che conoscerla dall’interno possa risultare utile per una realizzazione più profonda della riforma dello stesso Dicastero”.

Bruni ha aggiunto che “negli ultimi anni, nella mia vita professionale, il rapporto con i media è stato sempre piuttosto intenso. Anche se da dietro le quinte, ho cercato di fare in modo che il mio lavoro contribuisse a un’informazione corretta, tentando di trasmettere alcuni temi portanti del pontificato. In questo senso il nuovo incarico lo interpreto in continuità con il precedente: un comunicatore al servizio del Santo Padre e della Santa Sede, che mette a disposizione il suo bagaglio umano e professionale. Qui entrano in gioco tanti fattori: l’esperienza professionale, ma anche quella di padre e marito. Sono accompagnato dal sostegno di mia moglie e dall’affetto di mia figlia. Ma direi anche l’impegno accanto ai poveri delle periferie a Roma e nel mondo, che ho vissuto con la Comunità di Sant’Egidio sin da giovane studente liceale. Oggi mi si chiede un passo in più e, accettando di compierlo, non posso che continuare a lavorare, al servizio del Papa e della Santa Sede, con la mia sensibilità, che resta quella di una Chiesa di tutti, particolarmente dei poveri”.

Twitter: @FrancescoGrana