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Ed Sheeran, nel nuovo album collaborazioni con 22 artisti: “Prima mi dicevo ‘vorrei lavorare con quelli’, ora ce l’ho fatta”

Con “No.6 Collaborations Project” uno dei cantautori più amati della musica mondiale cambia vestito e chiama a raccolta 22 artisti per esplorare nuovi campi. Dimenticate il bravo ragazzo coi capelli rossi e gli occhiali, stavolta ha deciso di rivoluzionare se stesso

Dimenticate le atmosfere rarefatte di “Perfect”, o i singoli dal successo planetario come “Lego House” o “Shape Of You”. Ed Sheeran stavolta ha deciso di giocare duro, sparigliare le carte in tavola e lo fa con il nuovo album “No.6 Collaborations Project” con 15 inediti e 22 collaborazioni con artisti tra cui Cardi B, Camila Cabello, Eminem, 50 Cent, Bruno Mars, Khalid, Travis Scott, Stormzy e altri. Ascoltando tutti insieme i 15 brani di fila ci si accorge che il singolo “I Don’t care” con Justin Bieber (certificato Platino in Italia mentre nel mondo ha messo a segno 800 milioni di streaming) è stato solo un piccolo e leggero antipasto.

Trionfo della trap e dell’hip hop in “Antisocial” con Travis Scott,Best Part of Me” feat. Yebba, “Cross Me” assieme a Chance the Rapper e PnB Rock. Poi c’è “Remember the Name”, in duetto con due numeri uno come Eminem e 50 Cent. Spicca la ballad “Take Me Back to London” con Stormzy e chiusura a tinte rock con “Blow” in cui Ed Sheeran viene raggiunto dalle voci di Bruno Mars e Chris Stapleton. Naturalmente non manca il primo amore come il soul e l’r&b (“Feels” e “Put It All on Me” per citarne alcuni) e sopratutto un pizzico di sensualità con “South of the Border”, assieme alle esplosive Camila Cabello e Cardi B. Sicuramente uno dei brani migliori del disco.

Insomma basterebbero solo questi elementi per capire subito che l’artista non si adagia sugli allori e poco importa se il suo pubblico rimarrà spiazzato da queste sonorità così spinte. Indubbiamente stavolta ha schiacciato sull’acceleratore, coraggio che pochi suoi colleghi hanno. Quindi Ed Sheeran è un duro quando si tratta di giocare su un campo diverso, del resto lui stesso ammette di avere una certa personalità. “È la cosa che ho sviluppato per prima. Del resto cosa puoi fare se sei solo un ragazzo bruttino dai capelli rossi e gli occhiali? Puoi solo essere simpatico e carino”, dichiara nell’unica intervista concessa per la promozione del disco al presentatore radiofonico americano, personaggio tv e autore Charlamagne Tha God.

L’intenzione è stata chiara sin dall’inizio. “Siccome sono sempre stato imprevedibile l’ultima cosa che mi possono chiedere è un altro brano tipo ‘Shape Of You’ o ‘Thinking Of Loud’. – spiega Ed Sheeran – Mi lascio trasportare dalla creatività, non vedo generi diversi, vedo solo cuore. Se mi smuove qualcosa, mi piace. E’ solo qualcosa che mi fa sentire qualcosa dentro. Può essere anche solo divertimento, musica divertente che mi fa sentire felice, o triste che mi fa piangere o sentire malinconico. Oppure ogni tipo di nota che mi provoca sensazioni, questa è la dimensione che mi è sempre piaciuta. Ho sempre avuto gusti molto diversi. Sono cresciuto ascoltando folk e rock’n’roll, poi sono passato al rap e all’hop hop e poi è arrivata la svolta acustica”.

E poi rivela: “Prima di avere un contratto discografico ho fatto molti Ep. Uno si chiamava ‘No. 5 Collaborations Project’ con molti rapper inglesi di cui ero fan a quei tempi. Non ho più fatto collaborazioni su pezzi miei da allora. Ho partecipato a molti brani degli altri, ma nei miei album c’ero solo io. Molte volte mi sono detto ‘vorrei lavorare con quelli’, come ai tempi di Beyoncé e Bocelli che hanno cantato in ‘Perfect’. Da allora ho messo già delle cose nel mio laptop chiamandole ‘No. 6 Collaborations’. Nell’arco di un anno, mentre ero in tour, ogni volta che incontravo un artista di cui ero fan o di cui possedevo un album gli chiedevo di andare in studio, non tanto per realizzare una canzone, ma solo per me. E questo album l’ho semplicemente voluto far uscire per poi andare avanti”.

Non deve essere stato facile scegliere ben 22 colleghi ma Ed Sheeran ha adottato un criterio molto preciso: “Ci sono moltissimi artisti importanti con cui avrei potuto lavorare ma che non avrebbero avuto senso per me. Quindi la mia regola è stata se ce l’ho e lo metto su in macchina ci lavoro”.

Infine sono fioccate diverse iniziative il giorno prima dell’uscita del disco, l’11 luglio, tra tutte è stato creato l’Ed Quarter ossia un’experience room al Mondadori Megastore di Piazza Duomo con attività interattive, giochi, esperienze musicali. Pochi selezionati fan sono stati chiamati a raccolta alle 18 per ascoltare in anteprima il disco. Poi via a tutte le attività creative pensate ad hoc per la serata di festa con photo booth speciali dove poter scattare foto entrando nel video di “I Don’t Care”, merchandising ufficiali ed esclusivi solo per questo punto di vendita, un instawall dove poter lasciare una dedica a Ed. Poi a mezzanotte è uscito l’atteso album e c’è da scommettere che le classifiche premieranno ancora una volta il golden boy della musica internazionale.