Economia & Lobby

Minibot, un brutto scherzo che non fa ridere

Fino a pochi giorni fa i Minibot avevano trovato scarsa attenzione nel dibattito politico economico italiano, perché liquidati come trovata populista dalle scarse implicazioni pratiche o, nel peggiore dei casi, come subdolo stratagemma per portare a termine cospirazioni per far uscire l’Italia dall’euro.

Nei giorni scorsi, una mozione incautamente votata all’unanimità alla Camera dei deputati ha portato insperata pubblicità a questo concetto, soprattutto per le implicazioni, involontariamente catastrofiche che questo tipo di soluzioni potrebbe avere. A testimonianza della gravità della questione si può portare la nota che il Ministero Dell’Economia e delle Finanze ha ritenuto opportuno diramare per gettare acqua sul fuoco.

Di seguito proverò a illustrare brevemente, cosa sono i Minibot, perché sarebbero inutili per le finalità proposte dai loro estensori e, soprattutto, perché potrebbero minacciare la permanenza del nostro paese nell’euro.

L’idea di fondo non è nuova ed è abbastanza semplice: un minibot è un titolo di debito pubblico di piccolo taglio nell’ordine di poche decine o addirittura pochi euro. La dizione mini fa riferimento al taglio, mentre Bot è l’acronimo di Buoni Ordinari del Tesoro, che sono i titoli di debito pubblico con scadenza più breve.

Se il nostro paese ha già la possibilità di emettere debito (peraltro ne ha già emesso una quantità superiore al 130% del Pil) a che servirebbero questi nuovi titoli mignon? Nelle intenzioni dei propositori, in virtù del taglio ridotto, questi titoli potrebbero circolare come moneta tra i cittadini. Con una politica degna dell’Azzeccagarbugli manzoniano, il governo non potendo battere moneta, emetterebbe titoli di debito invitando informalmente i cittadini a usarla come moneta.

Perché questa idea non merita di essere presa in considerazione? In primo luogo perché consentire ai governi, di stampare moneta è pericoloso e tipicamente porta ad erodere il potere d’acquisto e di conseguenza il valore della ricchezza dei cittadini, come ho spiegato in questo post tramite una similitudine col baratto.

In secondo luogo esistono evidenti limiti pratici, peraltro evidenziati anche da Maria Cannata, direttore del dipartimento del debito pubblico del tesoro in un articolo su Lavoce.info. In sintesi i cittadini non crederebbero all’illusione dei minititoli come moneta e a causa della scarsa liquidità chiederebbero uno sconto per accettarli. Dunque non ci sarebbe alcun vantaggio per i fornitori della PA che li ricevessero in pagamento che già oggi possono scontare i crediti in banca. Nonostante i piccoli tagli, avremmo poi un grande effetto dovuto all’aumento del debito pubblico in circolazione. In generale non si può sfuggire al meccanismo in base al quale il costo del nostro debito dipende dalla credibilità che abbiamo nel ripagarlo, come spiego in questo post.

Se si tratta di un debito pubblico travestito da moneta, dunque di una bugia dalle gambe corte, perché preoccuparsi? Perché questo tipo di titoli sono stati apertamente indicati come “prova generale” di una valuta alternativa da usare in vista dell’uscita dell’Italia dall’euro. Dunque se si dovesse diffondere la convinzione che esiste una concreta, ancorché remota, possibilità che il nostro paese possa uscire dall’euro si scatenerebbe il panico: chi detiene risparmi presso banche italiane, azioni o titoli di debito pubblico del nostro paese, cercherebbe di venderli per proteggersi dalla probabile perdita di valore determinata dalla ridenominazione in una nuova valuta.

Dunque i minibot sono un brutto scherzo perché si basano su ipotesi teoriche fallaci (ossia che i cittadini soffrano di illusione monetaria), ma può causare corse agli sportelli reali se preso troppo sul serio. Testimonianza di questo punto è la velocità con cui il ministero del tesoro è dovuto intervenire con dichiarazioni ufficiali e il fatto che molti dei parlamentari che pure hanno votato la mozione in modo “avventato” stanno chiarendo la propria contrarietà a questo provvedimento.

Per ora quindi il pericolo sembra rientrato, ma non si può non sottolineare la superficialità con la quale la mozione è stata votata e la scarsa credibilità di una intera classe politica che si permette di scherzare con il fuoco su materie che possono compromettere seriamente il valore della ricchezza degli italiani.

@massimofamularo