Economia

Flat tax, Salvini: “Sarà per il ceto medio, ragioniamo su quota 50mila euro”. Di Maio: “Se così avrà tutto il mio sostegno”

Il via libera al Documento di economia e finanza è previsto per le 16.30 in Consiglio dei ministri. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, i due vicepremier trovano una sintesi almeno a parole. Il leader del Carroccio: "Pensiamo al 15%, non per tutti subito". La bozza inserita nel Def: "Due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi"

“Pensiamo al 15% non per tutti subito” e il “ragionamento” partirà dall’ipotesi di una soglia massima fissata a 50mila euro “per il ceto medio e per le famiglie che hanno bisogno con figli”. Così Matteo Salvini spiega come potrebbe vedere la luce la prima versione della flat tax. Il suo collega Luigi Di Maio risponde: “C’è tutto il mio sostegno se rivolta non ai ricchi ma, come abbiamo chiesto, al ceto medio, alle famiglie, alle imprese”. Nel giorno dell’approvazione del Documento di economia e finanza il cui via libera è previsto per le 16.30 in Consiglio dei ministri, i due vicepremier si lasciano alle spalle i botta e risposta dei giorni scorsi e almeno a parole sembrano aver trovato una sintesi sulla tassa piatta. Nella bozza del Def che sarà esaminato oggi pomeriggio si legge che “il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni. Per incentivare gli investimenti, le imprese potranno beneficiare di una riduzione dell’aliquota IRES applicabile agli utili non distribuiti”.

Prima del cdm, il dibattito sulla flat tax è cominciato all’inaugurazione del Salone del Mobile nella Fiera di Rho. Presente il premier Giuseppe Conte che però non affronta la questione e annuncia invece il decreto “per dare il via alla centrale di progettazione“, spiegando che sarà a disposizione degli enti locali che non hanno a disposizione professionisti. Presente anche Salvini che invece rilancia il dibattito sulla riforma fiscale: “Far pagare meno tasse non è l’obiettivo della Lega, è un dovere e un diritto“, dice il leader del Carroccio. “Non c’è nessuna partita”, prosegue chiudendo di fatto alle polemiche con Di Maio.

“Gli italiani ci chiedono di pagare le tasse in maniera più semplice e di pagarne di meno – ribadisce Salvini – Non siamo in grado di fare miracoli ma già quest’anno pagheranno meno tasse la partite iva, gli artigiani, i piccoli imprenditori, i commercianti, il libero professionisti. L’obiettivo è di coinvolgere in questo percorso di vantaggio famiglie e lavoratori dipendenti“, ribadisce ancora una volta il vicepremier leghista, secondo cui anche “l’evasione la sconfiggi se chiedi meno tasse”. Una versione, quella rivolta a “ceto medio e famiglie”, che piace anche a Luigi Di Maio: “”Su questo mi faccio garante del suo inserimento nel Def e della sua prossima implementazione nei tempi previsti. Quello di cui non mi farei mai garante è lanciare slogan o promesse alla Berlusconi, come ho sempre spiegato settimane fa”, afferma il vicepremier M5s.  “Bene, è un’idea della Lega. Più garanti ci sono meglio è”, ha poi replicato Salvini.

Tra domenica e lunedì Di Maio aveva già aperto alla richiesta della di inserire nel Def un chiaro riferimento ad una riforma del fisco con aliquote più basse, ma aveva chiesto gradualità e “un principio di proporzionalità per fare in modo che il beneficio stesso sia distribuito con criterio vero le famiglie e il ceto medio”. L’alleato di governo lunedì era stato chiaro: “L’idea rivoluzionaria della tassa piatta è che è unica, piatta e uguale“. Ma al di là delle dichiarazioni una road map comune è stata individuata.

Soluzione che non piace al presidente del Parlamento Ue e vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani: “La flat Tax o si fa o non si fa. La mini flat tax non esiste, se si vuole dare una spinta all’economia bisogna ridurre drasticamente la pressione fiscale. Altrimenti diventa solamente propaganda elettorale“, dice a margine dell’inaugurazione del Salone del Mobile dove anche lui è presente. “L’Italia ha bisogno di un cambiamento sostanziale della politica economica per permettere di combattere la disoccupazione – sostiene Tajani – Servono infrastrutture, riduzione delle tasse alle famiglie e alle imprese”.

Tria: “Maggioranza ha grande sostegno, deve metterlo al servizio della crescita”
Della flat tax parla il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che in un’intervista a Repubblica precisa che nel Def “si specificherà che si sta lavorando perché la legge di Bilancio accolga una continuazione delle riforma fiscale nella direzione del programma di governo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica fissati nello stesso Def che stiamo varando. Evidentemente si tratta di una manovra complessa che dovrà toccare sia il lato delle entrate sia il lato delle spese“. Dopo giorni di presunti attacchi e critiche da parte del resto del governo, Tria spiega che le dimissioni non le ha “mai pensate e mai minacciate, anche perché quando ci si dimette davvero lo si fa senza minacciarlo prima. L’unico motivo per cui potrei pensare alle dimissioni è per andare un po’ in vacanza. Ma, scherzi a parte, il mio posto – fino a quando sono utile – è stare al governo“. E insiste sull’ampio consenso di cui gode la maggioranza: “In nessun altro Paese europeo c’è un governo che gode del sostegno dell’elettorato e del Parlamento solido come in Italia. La maggioranza ha un grande capitale politico, e quindi una grande responsabilità, che deve mettere al servizio della crescita”.

Siri: “Flat tax è un punto di forza per la crescita”
Sostiene Salvini Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, che in un’intervista al Corriere della Sera dice: “Il Def è un documento di economia e finanza che contiene una previsione macroeconomica, non entra nei dettagli dei provvedimenti. Detto questo, penso che la flat tax debba essere indicata come un punto di forza per la crescita. Deve essere l’elemento qualificante del Def”. Per Siri “è evidente che il provvedimento deve essere varato nella sua completezza e struttura nella prossima manovra. Ma il Def deve dire faremo quel tipo di riforma e questo aiuterà il Paese a superare la congiuntura recessiva”, aggiunge Siri. “Proprio perché il Paese non cresce c’è bisogno della flat tax. È come dire al malato, che sta morendo perché non ha i soldi per comprarsi l’antibiotico, di prendere l’aspirina perché costa meno. Quindi i soldi si trovano, come li abbiamo trovati per la scorsa legge di Bilancio“, ma senza aumentare l’Iva: “Abbiamo un patrimonio immobiliare enorme, basterebbe valorizzarlo per poter rimettere in pista l’economia e le prossime dieci leggi di Bilancio“. “Abbiamo 400 miliardi di patrimonio immobiliare. E non esiste nessuna patrimoniale”, conclude.

Toninelli: “Deve essere messa a punto, non può essere un vantaggio per i ricchi”
A ribadire invece la posizione di Di Maio è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, che in un’intervista al Corriere della Sera dice: “La flat tax è nel contratto e si farà. Ma deve essere equilibrata. Come già avvenuto su altri dossier, troveremo una sintesi che metterà tutti d’accordo” e aggiunge che la priorità è “una riduzione del cuneo fiscale ed è quello su cui sta lavorando il vicepremier Di Maio. Le imprese devono essere messe nelle condizioni di lavorare al meglio e investire. E poi la flat tax deve essere messa a punto, non può essere un vantaggio per i ricchi”.