Politica

Dell’Utri alla Giustizia, B. presidente della Repubblica, un ponte fino alla Libia. L’Europa approva

27 maggio 2018: la data viene ricordata perché da allora in Italia qualunque fatto, anche il più apparentemente inverosimile, può avvenire.

Dopo la nomina di un presidente del Consiglio non espresso da alcuna forza politica che abbia vinto (o anche partecipato) alle elezioni; dopo l’annullamento della tappa di Roma del Giro d’Italia causa buche pur avendo bloccato inutilmente la città (e i cittadini) per due giorni, ecco una serie di altri eventi ai quali potremmo prepararci in quanto non più inverosimili di quelli sopra citati.

1. Marcello Dell’Utri non solo viene liberato per cause umanitarie dalla galera dei mafiosi che ha meritato, ma anzi, viene recuperato come ministro della Giustizia, incaricato di revisionare Codice penale e Codice civile. Nelle nuove stesure, viene superato il concetto stesso di reato. L’Europa approva.

2. Il Pd elegge Matteo Renzi quale nuovo segretario, con una piccola variazione dei poteri dello stesso. D’ora in poi il segretario non solo nominerà tutte le cariche all’interno del partito, ma anche quelle dei relativi familiari, in qualunque azienda lavorino. Fine delle fronde e fedeltà garantita. L’Europa approva.

3. Il ponte di Messina diventa una priorità per il Paese, ma con una variante di valico che lo collegherà direttamente alla Libia per liberare finalmente le motovedette della Guardia costiera. Verrà contestualmente creata una compagnia di pullman per immigrati, la MigraFast. L’Europa approva.

4. L’Iva viene aumentata al 35% perché gira così alla Germania. Le Audi e le Volkswagen vedranno tuttavia un’impennata delle vendite nel nostro Paese: grazie agli sgravi fiscali concessi alle fabbriche tedesche da Bruxelles, costeranno il 35% in meno delle Fiat. L’Europa approva.

5. Silvio Berlusconi diventa il nuovo presidente della Repubblica italiana. Hanno votato per lui Forza Italia (ribattezzata Forza Silvio), Fratelli d’Italia (nuovo nome: Fratelli di Silvio), il Pd (diventato Pds, Partito di Silvio), il Maie (ora Maiss, Mai Senza Silvio) e naturalmente una piccola combriccola di “responsabili” provenienti da tutti i partiti residui, calcolata in 114 unità alla Camera e 61 al Senato. Non hanno ancora scelto il nome ma, secondo indiscrezioni di Dagospia potrebbero decidere di chiamarsi Rps, Responsabili per Silvio. Ancora ignote le motivazioni che hanno spinto tanti parlamentari a convincersi per il voto a Berlusconi. L’Europa approva.

6. Il Movimento 5 stelle si è sciolto. Tanto non serve più. L’Europa, ovviamente, approva.