Cronaca

San Nicola ponte tra Santa Sede e Russia: il 7 luglio Bergoglio a Bari. Invitato Kirill: sarà il secondo storico incontro?

La terza visita del Pontefice in Puglia nel 2018 potrebbe essere l'occasione per un ulteriore avvicinamento con il Patriarca ortodosso, dopo il primo storico vis a vis del 2016 a Cuba. Il santo patrono del capoluogo di regione sarebbe il punto di unione, a cui va aggiunto la preghiera ecumenica per la pace in Medio Oriente, un tema che sta a cuore tanto a Papa Francesco quanto alla massima autorità religiosa di Mosca

Bari e il suo patrono San Nicola come ponte di dialogo tra la Santa Sede e la Russia. È quello che sta avvenendo in questi ultimi anni dopo il primo abbraccio tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill, avvenuto a L’Avana nel 2016. C’è chi ipotizza che il secondo incontro possa avvenire il 7 luglio prossimo quando Bergoglio sarà a Bari per una giornata di preghiera ecumenica per la pace in Medio Oriente, un tema che sta molto a cuore anche al Patriarca ortodosso. Le due diplomazie, quella vaticana e quella russa, sono al lavoro perché questo possa avvenire. Da parte sua Francesco ha compiuto tutti i passi necessari e ora tocca a Kirill tenderà la mano al Papa e accettare il suo invito.

Come ha spiegato la Sala Stampa della Santa Sede, Bergoglio “si recherà a Bari, finestra sull’Oriente che custodisce le reliquie di San Nicola, per una giornata di riflessione e preghiera sulla situazione drammatica del Medio Oriente che affligge tanti fratelli e sorelle nella fede. A tale incontro ecumenico per la pace egli intende invitare i Capi di Chiese e Comunità cristiane di quella regione”. Quella a Bari sarà la terza visita di Francesco in Puglia nel 2018 dopo quelle a San Giovanni Rotondo, il 17 marzo per pregare davanti alle reliquie di San Pio da Pietrelcina a 50 anni dalla morte, e ad Alessano e Molfetta, il 20 aprile per pregare sulla tomba e nei luoghi di don Tonino Bello a 25 anni dalla sua scomparsa. Per Luis Badilla, direttore del Sismografo, sito specializzato di informazione vaticana molto vicino a Casa Santa Marta, la residenza di Bergoglio, “il luogo, la circostanza e la materia del pellegrinaggio ecumenico del Papa alla città di Bari il prossimo 7 luglio consente, seppure come ipotesi giornalistica, di pensare a un probabile secondo incontro tra Francesco e il Patriarca Kirill”. È proprio il capoluogo pugliese, scelto da Bergoglio per questo importante incontro ecumenico, il nodo di svolta dei rapporti tra la Santa Sede e la Russia. Nel 2007 fu meta del pellegrinaggio del presidente Vladimir Putin che volle venerare le reliquie di San Nicola.

Nel 2016, durante l’incontro di Cuba, Kirill chiese al Papa di poter avere in Russia per un breve periodo una reliquia del patrono di Bari. Francesco accolse subito il desiderio del Patriarca ortodosso e l’anno successivo, per poco più di due mesi, un frammento della costola sinistra del santo fu portato a Mosca e a San Pietroburgo dove fu venerato da quasi 2 milioni e mezzo di fedeli, principalmente ortodossi, tra quali lo stesso Putin. Un evento eccezionale perché per la prima volta in 930 anni le reliquie di San Nicola lasciarono Bari. Molto prestigiosa fu la delegazione vaticana che accompagnò questo storico viaggio. Essa, infatti, fu guidata dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, e formata anche dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci. Non c’è da meravigliarsi del grande interesse di Kirill per San Nicola. Quest’ultimo è, infatti, uno dei santi più venerati non solo nella Chiesa cattolica e in quella ortodossa, ma anche in tutto il mondo cristiano. Ogni anno centinaia di fedeli del Patriarcato di Mosca si recano a Bari per pregare davanti alle sue reliquie.

C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare. Proprio il tema della pace in Medio Oriente, scelto da Bergoglio per la giornata di preghiera ecumenica che si svolgerà a Bari, è stato al centro della dichiarazione congiunta firmata a Cuba dal Papa e da Kirill. “Chiediamo alla comunità internazionale – avevano affermato i due leader religiosi – di agire urgentemente per prevenire l’ulteriore espulsione dei cristiani dal Medio Oriente. Nell’elevare la voce in difesa dei cristiani perseguitati, desideriamo esprimere la nostra compassione per le sofferenze subite dai fedeli di altre tradizioni religiose diventati anch’essi vittime della guerra civile, del caos e della violenza terroristica”. Il 14 aprile scorso dopo i bombardamenti di Usa, Regno Unito e Francia in Siria, Kirill ha telefonato al Papa chiedendo il suo intervento. Il giorno dopo il colloquio tra i due leader religiosi, Francesco ha rivolto un importante appello alla comunità internazionale. “Sono profondamente turbato – ha affermato Bergoglio – dall’attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo. Mentre prego incessantemente per la pace, e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace”. La mano del Papa è tesa, sta ora a Kirill accettare l’invito.

Twitter: @FrancescoGrana