Politica

Sondaggi elettorali, M5s supera il Pd: pentastellati al 28,4 e dem al 28. È la prima volta che accade

Arriva dal sondaggio mandato in onda durante la puntata di Piazzapulita il "sorpasso" del pentastellati sui dem. Un mese, nel sondaggio Demos per l’Atlante Politico pubblicato su Repubblica fa, si parlò di pareggio per un possibile effetto per gli scandali giudiziari

Un mese fa tra M5s e Pd ci sarebbe stato il ballottaggio, oggi invece le elezioni sarebbero vinte dal Movimento 5 Stelle. Arriva dal sondaggio Index research la tendenza che vede un vantaggio di quasi un punto del movimento di Beppe Grillo. Il M5s si attesta al 28,4% con un aumento dello 0,8% rispetto al 25 aprile (27,6%), mentre il Partito democratico scende al 28% perdendo lo 0,7% rispetto al periodo precedente (28,7%).

Il sondaggio, mandato in onda durante la puntata di Piazzapulita su La7, registra quindi il “sorpasso” del pentastellati sui dem. È la prima volta che accade che nelle tendenze di voto i pentastellati superino il partito del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Un confronto in cui sembrano pesare la bufera giudiziaria che ha investito alcuni esponenti dem. Nel programma condotto da Corrado Formigli sono stati resi noti i risultati delle tendenze in corso a livello nazionale che vedono invece stabile la Lega Nord di Matteo Salvini al 13% e un recupero di Forza Italia dello 0,6%: a oggi il partito di Silvio Berlusconi agguanterebbe il 12,6%, due settimane fa invece la percentuale era ferma al 12%

Un mese fa, nel sondaggio Demos per l’Atlante Politico pubblicato su Repubblica fa, si parlò di pareggio per un possibile effetto per gli scandali giudiziari (Federica Guidi e Panama Papers), ma intanto all’indagine di Potenza e all’inchiesta giornalistica sugli evasori a molti zeri si sono aggiunti l’iscrizione nel registro degli indagati di Napoli del consigliere regionale Stefano Graziano, presidente del partito in Campania, per concorso esterno in associazione mafiosa e l’arresto del sindaco di Lodi Simone Uggetti.

Nuove inchieste e molte frizioni tra il governo e i magistrati in queste due settimane: prima il botta e risposta tra Renzi e il neo presidente della Anm, Piercamillo Davigo, poi la sfuriata del premier al Senato e infine l’ammissione dell’esistenza di una questione morale all’interno del partito da parte di Renzi: “In tanti la negano ma esiste è un dato di fatto: abbiamo 50mila amministratori e in troppi casi le cose non girano“. Non sembra aver inciso invece sul M5s la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Su cui però il Movimento è pronto a giurare. Troppo lontana invece l’eco delle dimissioni della sindaca di Quarto, Rosa Capuozzo dopo l’inchiesta della Dda di Napoli.