Società

Sud Italia: un pessimo 2014

Vanno di moda, sui social network, i film riepilogativi dell’anno appena trascorso. Immaginavo un filmino riepilogativo del Sud nel 2014. Una sorta di resoconto consuntivo per capire come viene gestita la res publica.

Guardiamo insieme queste slide delle meraviglie, dunque. Che, pure, vanno di moda. Noi le chiamiamo diapositive, però. Così ci capiscono tutti.

Prima diapositiva: gli investimenti ferroviari sul territorio italiano

Dei 5 miliardi di euro previsti dal governo per la rete ferroviaria, a sud di Firenze arriva solo l’1,2%. Però nei telegiornali si parla sempre della Napoli-Bari. Che noialtri aspettiamo dal 1860. Per non parlare della ferrovia a Matera, scelta da poco come Capitale della Cultura. Mi auguro da mesi di leggere una smentita a questa notizia…

Seconda diapositiva: gli asili e le scuole.

L’idea di applicare il criterio della spesa storica per gli asili nido ha comportato una drammatica penalizzazione per moltissimi comuni, soprattutto al Sud. Con una forte concentrazione nel napoletano. Avevo già sottolineato il fatto che proprio sulle voci di spesa per gli asili e per l’istruzione, dove maggiore è lo sbilanciamento tra Nord e Sud, si sia scelto di cristallizzare lo status quo anzichè riequilibrare con il criterio dei fabbisogni standard.

Terza diapositiva: la sanità

È noto come sia in atto un fenomeno di migrazione sanitaria, da Sud a Nord. Non c’è spazio qui per discutere su cause storiche del fenomeno. Ma è davvero il caso di citare qualche numero. Nel solo 2012 777mila italiani hanno fruito di prestazioni sanitarie fuori dalla propria regione. Nello stesso anno, i viaggi dei “migranti della sanità” han comportato un saldo di 2 miliardi di euro. Oltre alle spese sostenute dai parenti accompagnatori. E il divario Nord-Sud, così, è destinato a crescere. Dato che tutte le regioni del Sud hanno un saldo migratorio negativo. In questo scenario, si assiste, ancora oggi, a uno squilibrio assai significativo nei posti letto disponibili, tra Nord e Sud. Riporto un passaggio dal sito del Sole24Ore che non dà adito a fraintendimenti.

L’offerta è costituita prevalentemente da “unità di servizio” che integrano l’assistenza di tipo sociale e quella di natura sanitaria con oltre due terzi dei posti letto complessivi (il 76%).  Raggiunge i più alti livelli nelle regioni del Nord, dove si concentra il 69% dei posti letto complessivi (9,3 ogni 1.000 residenti) e tocca i valori minimi nel Sud con il 7% dei posti letto (soltanto 3 posti letto ogni 1.000 residenti). Le regioni del Nord dispongono anche della quota più alta di posti letto a carattere socio-sanitario, con 8 posti letto ogni 1.000 residenti, contro un valore inferiore a 2 posti letto nelle regioni del Sud”.

Quarta diapositiva: le università e il turnover

Notizia del 27 dicembre. Per chiudere in bellezza. A causa della recente attribuzione dei punti organico alle università, sarà difficile rimpiazzare i docenti pensionati con un rapido turnover. Ancora una volta un grosso squilibrio tra Nord e Sud. L’Università di Bari “Aldo Moro”, che ha fatto le sue rimostranze, segnala che a fronte dei circa ottanta professori andati in pensione, ne potrà rimpiazzare appena una decina. Per dirla con numeri efficaci, su 100 docenti pensionandi, al Sud il turnover è garantito per 34 di essi. Al Nord per 58. Quasi il doppio…

Speriamo in un 2015 migliore, rispetto al secolo e mezzo appena trascorso…

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