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LuxLeaks, Juncker & C.: basta con la loro Europa

Se c’è una persona che simboleggia la vera natura dell’Europa attuale, ipocrita e ingiusta, forte con i deboli e debole con i forti, sprovvista di ogni progetto ma volta unicamente a perpetuare all’infinito i privilegi e le disuguaglianze esistenti, nonché ad aggravare la crisi, questi è l’attuale presidente della Commissione europea Juncker.

In questi giorni siamo venuti a sapere, grazie a un’inchiesta realizzata dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) e ripresa in Italia dall’Espresso e da altri, che questo signore, nella sua qualità di primo ministro del Lussemburgo, ha stipulato nel corso degli anni centinaia di accordi con altrettante società di tutto il mondo.

Scopo: eludere le legislazioni fiscali nazionali dando vita a un vero e proprio paradiso fiscale che ha consentito e continua a consentire a lorsignori di evadere le imposte sottraendo ai bilanci pubblici miliardi e miliardi di euro. Centrale anche il ruolo di organizzazioni come Pricewaterhouse, multinazionale specializzata nella consulenza e nella revisione di bilancio. In altri termini, specializzata nel non far pagare le tasse senza violare la legge formale.

Questo è dunque il vero volto dell’Europa di Juncker & C. Da un lato lascia che i capitalisti rubino le imposte che dovrebbero pagare sui profitti che realizzano, dall’altra impone agli Stati e ai popoli sempre nuovi tagli che colpiscono servizi e diritti essenziali, dalla salute all’educazione a molti altri settori.

Impressionante l’elenco delle imprese italiane coinvolte da Finmeccanica, ai big della moda come Prada e Dolce e Gabbana, a varie banche (Intesa San Paolo, Marche, Unicredit, Sella) a faccendieri di lungo corso come Ligresti e molti altri. In una parola il gotha dei profittatori “pubblici” e privati che hanno pensato bene di avvalersi dei servizietti del signor Juncker per dissanguare le casse erariali del nostro Paese cui peraltro, con l’altra mano, hanno attinto per decenni e continuano ad attingere.

Inutile chiedersi a questo punto perché c’è la crisi. I cretini che continuano a ripetere il mantra “abbiamo vissuto sopra i nostri mezzi”, dovrebbero poter cominciare a capire anche loro, se non sono in perfetta malafede come a volte avviene, quali siano le vere ragioni della situazione che stiamo vivendo. Della condanna alla morte civile inflitta a milioni di giovani privati del futuro. Delle difficoltà crescenti delle famiglie ad arrivare a fine mese. Del dissesto territoriale, sanitario, culturale.

Si sapeva ovviamente, e ne ho scritto in altra occasione, quale sia il ruolo dei paradisi fiscali nell’evasione fiscale globalizzata. Quello che ancora non era forse del tutto chiaro e il ruolo di protagonisti in prima persona svolto al riguardo dai governanti europei in questa scandalosa truffa internazionale.

Da sottolineare che Juncker è stato eletto con il voto favorevole dei socialisti europei, la coalizione di finta sinistra di cui fa parte anche il Partito democratico. Il degno partito di Renzi, la berciante marionetta che la finanza internazionale ha messo a presiedere alla liquidazione del nostro Paese.

Se l’Europa fosse qualcosa di serio Juncker dovrebbe dimettersi o essere cacciato via. Ma da questa Europa ovviamente non ci si può attendere nulla. Bisogna anzi demolirne le strutture ed i meccanismi che costituiscono altrettanti cappi al collo dei popoli e degli Stati. Per riprendere su nuove basi l’ideale di un’integrazione regionale basata anzitutto sui diritti e che riparta dal Mediterraneo, scalzando i parassiti nordeuropei che predicano bene e razzolano male.