Economia

“Lombardia più ricca della Scozia”. Il referendum scatena l’emulazione

L’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza ha confrontato gli indicatori macroeconomici della regione e quelli di Edimburgo che giovedì deciderà se staccarsi dal Regno Unito. La prima ha un reddito pro capite più alto e molte più imprese. Ma a Milano e dintorni la disoccupazione è molto più alta e i laureati sono meno della metà di quelli scozzesi

Il popolo di Braveheart deve ancora andare alle urne per il referendum sull’indipendenza dal Regno Unito e già si scatena la corsa all’emulazione. Non solo da parte della Sardegna, che a Edimburgo ha inviato un drappello di rappresentanti per esprimere vicinanza al popolo scozzese, o del “solito” Veneto, che la sua consultazione (online) l’ha già fatta, con schiacciante vittoria dei sì, pur guastata dalle polemiche sull’attendibilità dei numeri. Mentre il segretario della Lega Nord Matteo Salvini assicura che la secessione della Padania è solo questione di tempo, la pragmatica Lombardia si porta avanti e inizia a far di conto. L’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, partendo da dati Ocse, Eurostat, Istat e del Registro delle imprese, ha confrontato gli indicatori macroeconomici della regione e quelli della Scozia arrivando alla conclusione che la prima è più ricca della seconda. Perfettamente in grado, dunque, di reggersi sulle proprie gambe, libera dalla “zavorra” rappresentata dalle aree più povere e meno produttive del Paese.

Ed eccoli, i numeri: 35mila dollari di Pil pro capite per i lombardi contro i 30mila degli scozzesi, 9,8 milioni di abitanti rispetto ai 5,3 milioni scarsi della “regione” governata dall’indipendentista Alex Salmond, 100mila “unità locali manifatturiere” (aziende) a cui fanno da contraltare le appena 8.700 della Scozia. Poco importa, secondo gli industriali brianzoli, che il tasso di disoccupazione scozzese si fermi al 7,1% per la popolazione complessiva e al 19,2% per i giovani, mentre in Lombardia le percentuali sono rispettivamente dell’8,1% e del 30,8 per cento. E non preoccupa, evidentemente, nemmeno la spesa in ricerca e sviluppo inferiore (1,32% del Pil contro 1,63%). O il fatto che il parco laureati della regione italiana sia meno della metà di quello della Scozia, visto che a Milano e dintorni solo il 19% dei residenti ha il “pezzo di carta” contro il 43,8% del popolo del kilt. Il comunicato della Camera di commercio preferisce sottolineare che “i lombardi sono più innovativi e ingegnosi degli scozzesi: 88,16 brevetti per ogni milione di abitanti contro 69,57″. Infine, c’è un ultimo primato di cui vantarsi: “Un lombardo in media vive 4 anni in più di uno scozzese”. Vallo a dire agli highlander.