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Ucraina, firmato l’accordo. Yanukovich: “Voto anticipato e governo di coalizione”

Il presidente ucraino e tre leader di opposizione hanno stabilito un'intesa di sei punti per mettere immediatamente fine alle violenze di piazza. Ue: "Trasformare le parole in fatti". Il Parlamento di Kiev vota legge per rilascio della Tymoshenko

Un accordo di sei punti con i rappresentanti delle opposizioni per mettere fine alle violenze in Ucraina. Dopo i 100 morti di ieri – che secondo la polizia sono 80 – il presidente Viktor Yanukovich ha firmato un’intesa che prevede elezioni anticipate nei prossimi mesi e, da subito, un governo di unità nazionale e la riforma della Costituzione per tornare al testo del 2004, prima delle modifiche che hanno accentrato il potere nelle mani del solo presidente. I leader dell’opposizione Vitaly Klitschko, Oleh Tiahnybok e Arseniy Yatsenyuk hanno firmato l’accordo, accettato anche dal coordinamento delle manifestazioni Euro Maidan. Il testo, pubblicato per intero dal Washington post online, è stato discusso nella notte, nel palazzo presidenziale di Kiev, alla presenza dei ministri degli Esteri di Polonia, Germania e Francia in rappresentanza dell’Unione europea, l’emissario del Cremlino Vladimir Lukin per la Russia, e lo stesso presidente Yanukovich.

Intanto il Parlamento ucraino ha votato, con 54 contrari, per permettere il rilascio dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko, in stato di detenzione dall’agosto 2011. Questa legge contiene – spiega l’agenzia Interfax – emendamenti al codice penale e al codice di procedura penale che depenalizzano il reato di abuso d’ufficio per il quale la Timoshenko fu condannata a sette anni di reclusione nell’ottobre del 2011 in un processo che molti osservatori ritengono di matrice politica. Dopo il voto, i deputati dell’opposizione hanno urlato “Iulia libera! Iulia libera!”.

A seguito dell’accordo il primo ministro a perdere la carica è quello dell’Interno Vitali Zakharcenko che, con 332 voti a favore (226 quelli necessari), viene accusato dall’opposizione di essere tra gli artefici delle violenze della polizia contro i manifestanti antigovernativi.

I PUNTI DELL’ACCORDO TRA REGIME E OPPOSIZIONE – “Preoccupati dalla tragedia delle vite perdute in Ucraina, con l’obiettivo di porre un termine immediato al bagno di sangue e con la determinazione di spianare la via ad una soluzione politica della crisi, noi le parti firmatarie, abbiamo raggiunto un accordo sui punti seguenti: 1) Entro 48 ore dalla firma di quest’accordo, verrà approvata, firmata e promulgata una legge speciale, per restaurare la costituzione del 2004, inclusi gli emendamenti approvati fino ad ora. I firmatari dichiarano l’intenzione di costruire una coalizione e di formare un governo di unità nazionale entro 10 giorni da questo momento. 2) La riforma costituzionale, per riequilibrare i poteri del presidente, il governo e il parlamento, verrà avviata immediatamente e verrà completata entro settembre 2014. 3) Le elezioni presidenziali si terranno appena la nuova Costituzione verrà approvata ma non oltre dicembre 2014. Verranno varate nuove leggi elettorali e verrà formata una nuova commissione elettorale centrale sulla base della proporzionalità e nel rispetto delle regole della commissione Osce e Venezia. 4) Verranno avviate indagini sui recenti atti di violenza, sotto il controllo congiunto delle autorità, dell’opposizione e del Consiglio d’Europa. 5) Le autorità non imporranno uno stato di emergenza. Le autorità e l’opposizione si asterranno dall’uso della violenza. Il Parlamento approverà una terza amnistia, coprendo la stessa gamma di azioni illegali della legge del 17 febbraio 2014. Ambedue le parti avvieranno seri sforzi per la normalizzazione della vita nelle città e nei villaggi ritirandosi dai palazzi amministrativi e pubblici, sbloccando le strade, i parchi cittadini e le piazze. Le armi illegali dovranno essere consegnate alle forze controllate dal ministero dell’interno entro 24 ore dall’entrata in vigore della legge speciale di cui al punto 1. Dopo il periodo menzionato, ogni caso di porto e possesso di armi illegali cadrà sotto la legge dell’Ucraina. Le forze dell’ autorità e dell’opposizione eviteranno qualsiasi atteggiamento di confronto. Il governo utilizzerà la forze dell’ordine esclusivamente per la protezione fisica dei palazzi pubblici. 6) I ministri degli esteri di Francia, Germania, Polonia e il rappresentante speciale del presidente della Federazione russa chiedono la fine immediata di tutte le violenze e confronti”. L’accordo ha in calce le firme del presidente ucraino Viktor Ianukovich, dei leader dell’opposizione Vitaly Klitschko, Oleh Tiahnybok e Arseniy Yatsenyuk, in quanto firmatari; e dei ministri degli esteri polacco Radoslaw Sikorski, tedesco Frank-Walter Steinmeyer, francese Laurent Fabius e del rappresentante russo Vladimir Lukin, in quanto testimoni.

Il presidente dell’Unione europea Herman van Rompuy “accoglie con favore l’accordo governo-opposizione in Ucraina, compromesso necessario per lanciare l’indispensabile dialogo politico. Ora è responsabilità di tutte le parti trasformare le parole in fatti”. Soddisfazione arriva anche dalla Casa Bianca. Il portavoce Jay Carney ha affermato che gli Stati Uniti offrono il loro sostegno e che l’accordo è coerente con quello che Washington raccomandava. La Russia, che non ha firmato l’accordo, apprezza comunque ogni soluzione pacifica della crisi.

L’infermiera ferita twitta: “Sono viva” – ”Sono viva”, ha twittato Olesya Zhukovskaya, l’infermiera ucraina ferita a piazza Maidan il cui tweet “Io muoio” aveva fatto ieri il giro del mondo. Nel nuovo messaggio la ragazza ringrazia chi ha “pregato” per lei e precisa che secondo i medici le sue condizioni sono ora stabili.

S&P declassa l’Ucraina: “Pronti a ulteriore taglio rating”. Nella notte è infatti arrivata la notizia che l’agenzia di rating Standard &Poor’s ha abbassato il rating dell’Ucraina dopo le violenze degli ultimi giorni, che rischiano di rimettere in causa l’aiuto finanziario russo e la solvibilità del Paese. Il rating del Paese scende così a ‘CCC’, grado che corrisponde a una situazione vicina al fallimento con prospettive negative, cioè un probabile ulteriore declassamento futuro.