Politica

Lo sciopero dei medici e l’Italia malata

Esiste un’innegabile relazione fra salute del sistema e salute dei singoli. Se, come in Italia, il sistema va a ramengo, peggiora la salute dei singoli, a partire ovviamente dalle fasce più esposte ovvero più deboli ovvero più povere, ovvero che risiedono nei luoghi più devastati dal criminale malgoverno di cosche e cricche.

Il primo fallimento nella garanzia della salute si pone cioè sul piano della prevenzione. L’atteggiamento irresponsabile di chi ci governa al riguardo  è ben simboleggiato dalla sinistra battuta di Bondi (il tecnico di grande efficienza): la colpa dell’abnorme tasso di tumori in quel di Taranto è dovuto all’eccesso di nicotina. Certo fumare fa male, ma avere personaggi come Bondi in posizione di comando o di consulenza fa anche peggio.  

E’ nel risanamento del territorio che occorre oggi investire. L’Italia deve scommettere su se stessa lasciando alle presenti e future generazioni un ambiente sano. Non spendere soldi per armamenti, grandi opere inutili come la Tav, soldi a palate per pensioni d’oro od organi superflui come l’ANVUR, carrozzoni destinati solo a parcheggiare qualche burocrate, ma assolutamente inadeguati a valutare università e ricerca. O in grandi eventi come Expo 2015, che servono solo per ridare fiato alla speculazione edilizia o consentire a Sacconi e C. di sperimentare nuovi modelli di asservimento del lavoro giovanile ed estensione del precariato. 

Il governo Letta va ovviamente in direzione diametralmente opposta a quella dovuta. Si tratta in effetti di un governo nato solo per soddisfare gli appetiti di caste, cricche e cosche, procedendo alla suddivisione delle residue spoglie dell’Italia fra Pd e Pdl e le rispettive fameliche clientele. Lo sperpero delle risorse per progetti assurdi è in effetti tutt’uno con la devastazione del territorio. Si veda da ultimo la vicenda del Muos, fonte di pericoli per la salute della popolazione residente, nonostante certi pilateschi accenti dell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità.

Un governo che è nato ed opera contro la società civile.

Ciò è dimostrato in modo evidente da due episodi degli ultimi giorni. Innanzitutto lo sciopero dei medici. Colpiti dal blocco del turnover, l’uso sconsiderato di moduli di precariato alla Sacconi che impediscono ai giovani medici di prestare un servizio decente. Con un calo di risorse reali pari a un miliardo di euro per l’anno in corso, per la prima volta nella storia, come denunciato dalla CGIL. In queste condizioni quale sanità si può offrire agli Italiani?

Un altro episodio significativo è il giusto rifiuto degli organizzatori della mostra del cinema di Venezia di consentire la solita passerella di politici, in segno di protesta contro la decisione di devolvere le risorse fiscali alla nautica di lusso anziché al cinema. Decisione  che la dice lunga sull’assenza di qualsiasi orizzonte culturale da parte di questa classe politica.

Ma è certo che di episodi del genere ne vedremo sempre di più nei prossimi mesi. Perché nulla ha da offrire al Paese questo governo, il cui unico intento è quello di riservare a pochi privilegiati le scarse residue disponibili una volta soddisfatti gli appetiti della finanza internazionali in omaggio ai comandamenti di Frau Merkel per interposta Unione europea. 

Questo governo deve cadere al più presto. Va salutata positivamente l’opera di opposizione effettiva intrapresa da Cinquestelle e SEL in sede parlamentare, che ci auguriamo possa divenire sempre più incisiva, sia nei confronti del cosiddetto decreto del fare che del progetto di liquidazione della Costituzione repubblicana racchiuso nel disegno di legge 813 che comporta una grave modifica dell’art. 138 per quanto riguarda le procedure di revisione.

Cara Laura Boldrini, il vero discredito nei confronti delle istituzioni è prodotto da chi ne snatura il significato e la missione asservendole agli interessi delle classi dominanti e di chiunque faccia parte dei poteri più o meno forti sia interni che internazionali. Per non parlare delle incredibili “sviste” che fanno saltare il tetto degli stipendi dei manager pubblici. Una nuova sfrontata presa in giro del popolo italiano. 

Un Paese malato che non sa neanche più come pagare i medici per curarlo. Ma la medicina migliore, che non costa nulla in termini finanziari, è quella di farla finita con le fallimentari politiche che da troppi anni questi governi portano avanti. Formando uno schieramento alternativo, articolato e composito, in grado di offrire  al nostro Paese un futuro.

Finché c’è la salute, si dice, c’è tutto. Ma finché c’è Letta neanche la salute è garantita. Figuriamoci il resto.