Politica

Bersani: “Pd disponibile sulla legge elettorale. Pdl non ci porti a spasso”

Il segretario dei democratici sottolinea l'esigenza di cambiare il Porcellum e critica il voto al Senato sul semipresidenzialismo: "Così non andiamo da nessuna parte". E sulla crisi, di cui ha parlato con Monti, dice: "Situazione generale molto preoccupante"

Sulla legge elettorale ”non intendiamo essere portati aspasso. Abbiamo presentato proposte, siamo flessibili e pronti a stringere, non accetteremo che la prossima settimana si vada in vacanza”. Il segretario del Pdl Pierluigi Bersani nel corso di una conferenza stampa alla Camera sottolinea ancora una volta l’urgenza di tornare alle urne alle prossime politiche con una legge diversa dal Porcellum. “Se la destra vuole battere palla – ha concluso – si assuma responsabilità”. Bersani rinnova la disponibilità del Pd a ridiscutere il Porcellum. E’ convinto che si arriverà presto ad un “un punto di chiarimento” ma puntualizza: “Non si dica che è colpa dei partiti, noi siamo pronti, assolutamente flessibili, siamo andati a discutere diverse ipotesi ma tutte le volte vengono ribaltate con un pretesto”.

Risponde anche a quanto dichiarato ieri dal segretario del Pdl Angelino Alfano, che ha richiamato l’attenzione sullo stesso tema e ha bocciato la proposta di elezioni anticipate. “Non poniamo termine a questa legislatura”, ha spiegato Alfano. “Crediamo che la priorità sia l’economia e pensiamo anche che vi sia la necessità di approvare subito una legge elettorale e di andare al voto la prossima volta con un Paese in cui i cittadini possano scegliere il proprio deputato e il proprio senatore”. Ma il segretario del Pd ritiene il dibattito intorno al voto anticipato “stravagante”, specie senza una nuova legge. ”A settembre-ottobre vediamo com’è,non sappiamo come passiamo agosto – ha aggiunto- Diamoci una legge elettorale per permettere all’Italia di decidere, degli strumenti per governare il paese e poi si vede”. Non sono mancate le critiche al Pdl per l’approvazione ieri in Senato del semipresidenzialismo, una riforma costituzionale che ha rinnovato l’asse della vecchia maggioranza Pdl-Lega, già ricompattato dal voto sul Senato federale, ma che non vedrà mai la luce. “Vorrei richiamare tutti a un senso di responsabilita’”, ha detto il segretario del Pd. “Abbiamo visto sulle riforme una cosa indecorosa”, ha insistito, “si rischia di perdere l’unica cosa che potevamo fare seriamente, la riduzione del numero dei parlamentari, in virtù di un gesto propagandistico, un vuoto a perdere. Ma così non andiamo da nessuna parte”.

Bersani parla anche della crisi di cui, dice, “ha riflettuto” insieme al premier Mario Monti. Entrambi ritengono che “la situazione generale è naturalmente molto molto preoccupante”. Insieme al presidente del Consiglio, ha proseguito il leader del Pd, si è parlato “dell’esigenza che venga dato seguito alle decisioni prese dal vertice Ue e che si sia uno stato d’allerta da parte di tutte le istituzioni”. Questo, ha aggiunto, “per quanto mi riguarda, quel che ha detto Monti lo dovete chiedere al premier”. Tra le istituzioni, Bersani ha citato la Banca centrale europea. “Siamo in una situazione veramente molto seria”, ha avvertito. E “penso che se le cose peggiorano ancora, la Banca centrale europea dovrà pensare a intervenire”, ha avvertito. “Adesso il presidente girerà per la Finlandia, l’Olanda – ha concluso-. Ci rendiamo conto tutti che le risposte tecniche ci sarebbero tutte, il problema è che nel continente c’è stato un ripiegamento su dimensioni nazionali, territoriali, anche con tratti egoistici e invece è in corso il meccanismo che io dico dei dieci piccoli indiani”.