Politica

Vade retro patrimoniale

“Ci vogliono provvedimenti radicali, ma non la patrimoniale…”; “Le pensioni non si toccano, ma non la patrimoniale…”; “Mai la patrimoniale, è una tassa di sinistra..”, ha concluso il campionario delle corbellerie, il  presidente Berlusconi preoccupato per il suo patrimonio.

Rischiamo davvero di essere travolti tutti dai fumi delle ideologie e dal classismo più odioso, quello di chi vuole schiacciare la base della piramide sociale, rappresentando se stesso come neutrale e gli oppositori come faziosi. Roba vecchia, sempre la stessa da secoli!
Quelli che urlano contro le proteste greche o spagnole, quelli che non sopportano gli scioperi generali, quelli che non vogliono sentire parlare di patrimoniale o di contributi straordinari, compreso il taglio della politica, quelli che non accettano neppure una modesta tassazione sulle transazioni finanziarie, accusano gli altri, le vittime predestinate, di ideologismo, di radicalismo, di sovversivismo sociale.

Politicamente ed eticamente parlando sono dei vigliacchi che non solo vogliono conservare intatti in Europa e in Italia, privilegi e rendite di posizione, ma vogliono anche far sparire dall’orizzonte politico persino l’idea che un cambiamento sia possibile e doveroso.
Per questo vogliono cancellare gli articoli 41 e 81, e di seguito, trascinarsi tutta la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori, la rappresentanza sindacale, l’impianto medesimo della contrattazione e degli ammortizzatori sociali.

Per questo hanno escluso la Cgil dai primi incontri in sede ministeriale, per questo hanno ingiuriato ed aggredito la segretaria Susanna Camusso, quando ha osato dichiarare che: “Se le proposte saranno inique e a senso unico, non potremo che indire uno sciopero generale…”
“Gravissimo, un sindacato antinazionale, un gesto irresponsabile…”, hanno subito urlato i mazzieri del conflitto di interessi, i camerieri di Berlusconi, quelli che hanno finto di credere che Ruby fosse davvero la nipote del presidente egiziano.

Questi sfrontati  hanno ancora la faccia di parlare, di accusare la Cgil di essere “antitaliana”!
Cosa avrebbe dovuto dire Susanna Camusso? Forse per essere una vera italiana, anzi una vera velina berlusconiana, avrebbe potuto urlare: “Qualunque cosa sarà decisa organizzeremo cortei di appoggio al governo, anzi più le misure saranno impopolari ed antipopolari e più manifesteremo, anzi organizzeremo una grande manifestazione, con tanto di bandiere azzurre e con migliaia di foto del benefattore, magari scelte  da lui medesimo, proprio come piace a Lui, con tanto di L maiuscola,”.

Non siamo così idioti da non sapere che siamo in presenza di una grave crisi, che non è solo italiana, sappiamo che le borse vanno su e giù in modo frenetico, ma sappiamo anche che, in Italia, c’è anche una borsa etica che è stata svaligiata.
Gli autori della rapina dovrebbero avere almeno il buon gusto di non strepitare, di non farsi riconoscere, e di non andare in tv a puntare il dito contro gli altri e contro coloro che stanno per essere rapinati di nuovo.

Se e quando i rapinati, nei modi e nelle forme tipiche dell’ordinamento democratico, decideranno di reagire e di contrastare i provvedimenti che saranno decisi dalla “banda degli onesti“, a nessuno venga in mente di bollarli come “antipolitica“, sarà solo una legittima e dovuta reazione a una delle peggiori esibizioni della “malapolitica“, alle opposizioni, o almeno a una parte, spetterà il doveroso compito civico di stare dalla loro parte e di non isolare chi ancora crede nel bene comune e nella legalità costituzionale.