
Per l’intera giornata di venerdì 13 febbraio scatta lo sciopero delle firme in tutti i tg, gr, programmi di informazione e sul web della Rai. Prevista anche la lettura di un comunicato sindacale: nel mirino il direttore di RaiSport
La protesta contro il direttore di RaiSport Paolo Petrecca entra oggi in una nuova fase. Dopo le gaffe e le polemiche per la telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano–Cortina, venerdì 13 febbraio va in scena la mobilitazione proclamata da Usigrai: per l’intera giornata scatta lo sciopero delle firme in tutti i tg, gr, programmi di informazione e sul web della Rai. E al termine delle edizioni della durata di almeno cinque minuti viene letto un comunicato sindacale. Con la protesta oggi in onda in tutti i telegiornali, la crisi interna al Servizio pubblico diventata ufficialmente un caso nazionale.
La contestazione, partita dalla redazione di RaiSport con il ritiro delle firme dalle telecronache e dai servizi dei Giochi e con la conferma di tre giorni di sciopero post-Olimpiadi, si è progressivamente allargata. Le redazioni del Tg3, del Tg2 e degli Approfondimenti Rai già nei giorni scorsi avevano espresso solidarietà, mentre da Viale Mazzini non sono arrivati segnali concreti. Nel comunicato dell’esecutivo Usigrai si parla di “duro colpo all’immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti” e si denuncia l’assenza di una “doverosa assunzione di responsabilità” da parte dei vertici. Da qui la scelta di sostenere con un gesto collettivo la protesta dei colleghi di RaiSport: “Riteniamo sia utile e doveroso trasmettere ai cittadini la nostra presa di posizione a difesa dell’immagine della Rai, e di chi ci lavora”.
Intanto il clima interno è sempre più teso. Alessandro Antinelli, volto storico della redazione di RaiSport e membro del Cdr, ha parlato apertamente di una situazione “prevedibile”, spiegando che le criticità erano state segnalate prima della cerimonia. La figuraccia del direttore di Raisport Paolo Petrecca? “Lo avevamo avvisato, ci ha risposto in malo modo”. La protesta dei giornalisti era cominciata in effetti ben prima delle Olimpiadi, denunciando un’organizzazione lacunosa e un eccessivo ricorso a risorse esterne.
E oggi sul fronte aziendale, oltre alle polemiche per la gestione editoriale, nel mirino sarebbero finite proprio le numerose consulenze esterne attivate nell’ultimo anno di direzione: una ventina di nuovi collaboratori, con un incremento dei costi stimato in centinaia di migliaia di euro rispetto al 2024, in un momento in cui l’azienda aveva disposto tagli significativi. All’allarme lanciato dall’assemblea di redazione si è aggiunta poi la disastrosa telecronaca della cerimonia d’apertura, tra gaffe e censure. Eppure, in Rai nessuno ci ha messo la faccia. Il confronto tra l’amministratore delegato, Giampaolo Rossi, e il direttore di Raisport, ha portato a un congelamento della situazione. Petrecca, probabilmente, sarà collocato altrove durante la primavera.
Nel frattempo, per la Rai diventa un incubo l’avvicinarsi della cerimonia conclusiva dei Giochi, in programma domenica 22 febbraio all’Arena di Verona. Dopo la prova contestata dell’inaugurazione, ai piani alti cresce la preoccupazione per la gestione del gran finale. La scelta della conduzione non appare semplice, tanto più che il giornalista più accreditato per seguire l’evento, Stefano Bizzotto, sarebbe fuori causa perché segue le gare di hockey, che si concluderanno lo stesso giorno della cerimonia finale, ma a Milano.