Olimpiadi

Milano-Cortina, la protesta di RaiSport contro il direttore Petrecca: “Non firmiamo servizi e telecronache delle Olimpiadi”

I rappresentanti sindacali della redazione hanno anche annunciato un pacchetto di scioperi a fine manifestazione dopo le gaffe del direttore durante la cerimonia inaugurale

Protesta di massa dei giornalisti di RaiSport contro il direttore Paolo Petrecca dopo le gaffe durante la cerimonia di apertura della Olimpiadi invernali Milano-Cortina. La redazione ha deciso di portare in video la prima parte della contestazione, ritirando le firme dalle telecronache e dai servizi confezionati per i Giochi. Ma non finirà così: al termine della manifestazione, sono già stati preannunciati tre giorni di sciopero che i cronisti avevano già affidato al Cdr nelle scorse settimane.

“Da oggi alle ore 17 e fino alla fine dei Giochi – si legge in una nota – ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore ha recato nell’ordine: ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento”. Il riferimento è agli strafalcioni di Petrecca che si era autoassegnato la telecronaca della cerimonia di apertura dopo aver disarcionato il suo vice Auro Bulbarelli, finito a sua volta nella bufera per aver anticipato la presenza “attiva” del presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la serata inaugurale delle Olimpiadi.

La scelta di rottura della redazione di RaiSport è molto forte e arriva durante una delle manifestazioni più importanti per il canale: “Care colleghe, cari colleghi, da tre giorni siamo tutti in imbarazzo, nessuno escluso e non per colpa nostra“, scrivono i rappresentanti sindacali. “È tempo di far sentire la nostra voce perché siamo di fronte alla figura peggiore di sempre di Raisport all’interno di uno degli eventi più attesi di sempre, l’Olimpiade invernale di Milano-Cortina”. E concludono: “Questa non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma è una questione di rispetto e di dignità per il servizio pubblico. Da oggi alle 17 abbiamo chiesto la lettura di un comunicato sindacale in tutti i tg Olimpici e nelle trasmissioni Mattina Olimpica e Notti Olimpiche”. In più, al termine dei Giochi “attueremo il mandato di 3 giorni di sciopero che la redazione ha votato dopo la doppia bocciatura del piano editoriale del direttore”.

Lo scontro tra la redazione e Petrecca – che tra lunedì e martedì vedrà l’amministratore delegato Giampaolo Rossi per un chiarimento – va avanti da tempo. Il direttore è già stato sfiduciato e i giornalisti avevano proclamato lo stato di agitazione alla vigilia dei Giochi, delusi per le scelte legate alla copertura dell’evento. Poi la serata di venerdì, le gaffe e la bufera politica. Il sindacato Usigrai aveva chiesto la lettura di un comunicato, che è stato impedito: un comportamento considerato “antisindacale”. Fino alla decisione dirompente di queste ore: addio alle firme di ogni contenuto e lo sciopero in arrivo.

Un tentativo di suonare la sveglia a viale Mazzini, che al momento si è solo limitata a convocare Petrecca per un colloquio con l’ad Rossi nel quale verranno chieste spiegazioni sulla decisione di occuparsi in prima persona della telecronaca. Secondo indiscrezioni, l’ad eserciterà anche una sorta moral suasion in vista della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi: eviti almeno di fare lui la telecronaca, il diktat che sarà imposto al direttore. Anche perché la pressione cresce all’interno della Rai: giornaliste e giornalisti del Tg3 hanno espresso solidarietà ai colleghi di Rai spiegando che “l’imbarazzo che i nostri colleghi provano è l’imbarazzo che proviamo anche noi come lavoratori della Rai” e sottolineano che la decisione dell’azienda di non trasmettere il comunicato dell’Usigrai è “un ulteriore elemento di preoccupazione, perché costituisce a nostro avviso una violazione dei diritti sindacali”.