Salute

“Voglio sconfiggere la morte e creare un superumano”: chi è Laurent Simons, il “piccolo Einstein” che a 15 anni è già dottore in fisica quantistica

Ora studia biomedicina e IA a Monaco con un obiettivo visionario: creare "super-umani" e regalare l'immortalità

A quindici anni, la maggior parte dei ragazzi sogna la patente del motorino o l’ultimo videogioco. Laurent Hans Alexander Simons, nato nel 2009 a Ostenda, Belgio, sogna invece di hackerare la biologia umana per cancellare la data di scadenza della nostra esistenza. Il “piccolo Einstein del Belgio”, come è stato ribattezzato dalla stampa internazionale, non […]

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A quindici anni, la maggior parte dei ragazzi sogna la patente del motorino o l’ultimo videogioco. Laurent Hans Alexander Simons, nato nel 2009 a Ostenda, Belgio, sogna invece di hackerare la biologia umana per cancellare la data di scadenza della nostra esistenza. Il “piccolo Einstein del Belgio”, come è stato ribattezzato dalla stampa internazionale, non è solo un bimbo prodigio da Guinness dei primati: è un visionario che sta bruciando le tappe accademiche con una lucidità disarmante, inseguendo il mito di Gilgamesh con gli strumenti della scienza moderna.

Un curriculum da record a soli 15 anni

La notizia, riportata dai media belgi come il The Brussels Times e rimbalzata sulla stampa scientifica, è di quelle che fanno tremare i polsi ai ricercatori di lungo corso: nel novembre 2025, ancora prima di compiere 16 anni, Laurent ha conseguito il dottorato in fisica quantistica presso l’Università di Anversa. La sua tesi, dal titolo Bose polarons in superfluids and supersolids, affronta temi di estrema complessità legati al condensato di Bose-Einstein, uno stato della materia teorizzato negli anni Venti e confermato solo nel 1995. Ma per Laurent, questo titolo prestigioso non è un punto di arrivo. “La fisica rappresenta solo una base conoscitiva necessaria per comprendere la materia al suo livello più profondo”, ha spiegato. Un tassello fondamentale, insomma, ma pur sempre un mezzo per un fine superiore.

Dalla fisica alla biomedicina: il progetto “Immortalità”

Ora il giovane scienziato ha già voltato pagina. Si è trasferito a Monaco per intraprendere un nuovo dottorato in scienze mediche, focalizzandosi sull’intersezione tra Intelligenza Artificiale (IA) e biomedicina. Il nome del suo nuovo progetto di ricerca non lascia spazio a interpretazioni: Creating a superhuman by defeating aging (“Creare un superumano sconfiggendo l’invecchiamento“). L’obiettivo è fondere tecnologia informatica e biologia per sostituire parti del corpo deteriorate con componenti meccaniche o organi coltivati in laboratorio. Una visione transumanista che punta a superare i limiti biologici attuali. “Voglio combinare queste discipline per raggiungere il mio obiettivo, che è quello di prolungare la vita umana“, aveva dichiarato in un’intervista del 2022.

Le origini del sogno: una promessa ai nonni

Dietro questa ambizione titanica non c’è solo un quoziente intellettivo stimato a 145 (appannaggio dello 0,1% della popolazione mondiale), ma un cuore di ragazzo profondamente legato alla famiglia. Laurent ha trascorso i primi anni tra i Paesi Bassi e Marbella, cresciuto dai nonni che per primi intuirono il suo talento unico. E proprio l’amore per loro è la scintilla della sua ricerca. In un colloquio con la giornalista Nini Barbaqadze, ha svelato il lato umano della sua missione: “Sono interessato all’immortalità perché i miei nonni soffrono di malattie cardiache e io voglio aiutare gli altri bambini così che non debbano perdere i loro nonni”.

La doppia vita di Laurent

Il percorso di Simons è stato una corsa contro il tempo fin dall’inizio: elementari iniziate a 4 anni e finite a 6, diploma a 8 anni, laurea triennale in fisica a 11 anni (completata in soli 18 mesi) e master a 12. I giganti della Silicon Valley e della Cina lo corteggiano da anni, ma la famiglia fa da scudo. “Ci sono due Laurent: lo scienziato e il ragazzo”, ha ricordato il padre. E il ragazzo, che da piccolo amava i supereroi Marvel, sa di dover rispettare i suoi tempi, almeno quelli anagrafici. “Sono ancora minorenne. Sono i miei genitori a dover prendere queste decisioni”, ha ammesso