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“Non lo guardavo. Probabilmente è stato questo a fare la differenza rispetto al passato”: Musetti spiega il suo step decisivo

Nei primi quattro match degli Australian Open il carrarino ha mostrato evidenti miglioramenti soprattutto sotto l'aspetto mentale

13 ace, quasi il 90% di punti vinti con la prima palla, una sicurezza nei propri mezzi diversa rispetto al passato. Nell’élite del tennis mondiale adesso c’è definitivamente anche Lorenzo Musetti, che ha battuto nettamente Taylor Fritz (uno che su cemento tira forte) per 3-0 (6-2, 7-5, 6-4) e adesso si prepara ad affrontare Novak Djokovic ai quarti di finale. Una vittoria in cui Musetti è rimasto concentrato dall’inizio alla fine, ha trovato continuità con i suoi colpi migliori e con il servizio. L’azzurro sembra aver fatto uno step in più rispetto agli anni precedenti, anche se Sinner e Alcaraz, sembrano ancora distanti.

“Ero davvero concentrato sul mio gioco, su quello che dovevo fare. Non lo guardavo. Probabilmente è stato questo a fare la differenza tra questo incontro e altri in cui forse a volte mi concentravo troppo sul mio avversario”, ha spiegato in conferenza stampa Musetti, che spesso nel corso dei match – soprattutto in quelli più lunghi – faticava a rimanere sempre in partita e si lasciava distrarre dall’avversario, dal pubblico e da qualsiasi cosa avesse intorno.

I miglioramenti di Musetti sono evidenti infatti sia sul piano tecnico che su quello mentale. Parlando di aspetto puramente tecnico, l’azzurro adesso prova a essere più propositivo in risposta, ha avanzato la sua posizione di partenza e di conseguenza sta trovando più incisività con i colpi da fondo. A variare è sempre stato bravo, adesso lo fa ancora di più (e meglio) perché riesce maggiormente a comandare gli scambi. E poi il servizio, vera arma in più in questi mesi.

Da un punto di vista mentale – e qui entra in gioco il prossimo incontro contro Novak Djokovic ai quarti di finale – Musetti è oggi più concentrato, più focalizzato sull’obiettivo finale. Pensa meno agli errori commessi (prima imprecava per un punto perso anche a distanza di diversi minuti), si concentra più su sé stesso e meno sugli altri, come ha dichiarato in conferenza stampa. Aspetto che con Djokovic potrebbe fare la differenza. Il serbo arriva freschissimo al match: primi due match facili contro Martinez e Maestrelli, quasi tre ore contro Van de Zandschulp e poi il ritiro di Mensik che gli ha consentito di riposarsi per tre giorni.

“Giocare contro Novak è sempre una sfida, soprattutto qui, dove ha vinto tante volte. Penso che sarà una partita dura, senza dubbio. Certo, si sente bene. Non ha mai perso un set. Ha avuto la possibilità di riposare per qualche giorno. Penso che a questa età sia contento di arrivare ben preparato e rilassato per questa partita”, ha spiegato Musetti. I precedenti dicono 9-1 per Djokovic. Sarà l’undicesima sfida tra i due: “Ci conosciamo bene“, ha spiegato il carrarino.

E conoscendolo bene, sa che da Djokovic – soprattutto se il match dovesse allungarsi – non bisogna mai lasciarsi distrarre. Il serbo – con esperienza e un po’ di furbizia – quando va in difficoltà usa ogni mezzo per arrivare alla vittoria: enfatizza piccoli problemi fisici, incita e provoca il pubblico. Ecco perché adesso – più che mai – per Musetti sarà fondamentale rimanere concentrato su sé stesso. “Spero di prendermi la mia rivincita, perché l’ultima volta ad Atene eravamo davvero, davvero vicini. Sento di avere un’altra possibilità ora”.