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Doveva tornare alla Juve: il rimpianto di Antonio Conte (e forse pure di De Laurentiis)

FATTO FOOTBALL CLUB | Juventus-Napoli è stato uno snodo importante del campionato: vedendo il tecnico schernito dai suoi ex tifosi, inevitabile tornare alla sliding door della scorsa estate

Almeno una volta gli sarà passato per la testa, mentre il suo (?) Napoli affondava malamente contro quella che un tempo era stata davvero la sua Juventus, e la curva bianconera lo prendeva in giro, dedicandogli il solito coro di sempre, ma stavolta di scherno e non d’amore. Chi gliel’ha fatto fare? Antonio Conte doveva tornare a Torino.

Juventus-Napoli è stato uno snodo importante del campionato, e non soltanto per il risultato, che ha tagliato fuori – forse in maniera definitiva – i campioni d’Italia dalla corsa scudetto, risucchiandoli pericolosamente in quella per il quarto posto, dove in quattro (Napoli, Juve, Roma e forse persino il Como) si giocheranno i due slot in Champions a disposizione alle spalle delle milanesi. Ancora più suggestivo gli incroci di personaggi, sentimenti, storie di vita. Luciano Spalletti che seduto sulla panchina della Juve col tatuaggio del Napoli sul braccio – già questo un ossimoro – si è preso lo sfizio di togliersi la rivincita contro tutto l’ambiente (presidente, calciatori, tifosi), che gli avevano dedicato pensieri non proprio carini dopo il burrascoso addio post scudetto. E poi Conte, appunto, da avversario nel suo stadio, sconsolato e quasi umiliato, alla guida di una squadra irriconoscibile, che pare averlo già rigettato.

Inevitabile tornare alla sliding door della scorsa estate, che avrebbe potuto cambiare le loro storie e quella della Serie A. La Juventus ha inseguito per settimane Conte, che sembrava pronto al ritorno: poi il tecnico si è lasciato convincere da De Laurentiis e ha scelto di rimanere a Napoli, lasciando col cerino in mano i bianconeri, che si sono ritrovati a confermare Tudor per mancanza di alternative, compromettendo l’ennesima stagione. Col senno di poi, facile dire che la scelta è stata sbagliata.

Attenzione, non perché Napoli oggi valga meno di Torino come piazza, anzi: la squadra è più forte, il bilancio più solido, le prospettive di investimento maggiori come ha dimostrato anche l’ultimo mercato, benché i 200 milioni messi sul piatto da De Laurentiis siano stati letteralmente dilapidati su giocatori che apparivano da subito inadeguati (ma questo è un altro discorso). Conte ha sbagliato a non tornare alla Juve perché lì avrebbe potuto fare l’unica cosa che sa fare bene veramente. Trovare una squadra ridotta in macerie e ricostruirla. Partire da sfavorito, senza pressioni o obblighi di ben figurare nelle coppe (lì nessuno gli avrebbe detto nulla se avesse collezionato appena due vittorie su sette partite in Champions). Poter usare ed abusare la stucchevole retorica della squadra che sta facendo “qualcosa di straordinario”, “degli altri che sono obbligati a vincere mentre noi siamo lì solo per dar fastidio”, ecc. ecc..

Rimanendo a Napoli, invece, è stato costretto a confrontarsi con le responsabilità a cui qualsiasi manager moderno deve far fronte: le indicazioni sul mercato, le fatiche nelle coppe, la gestione di una rosa allargata. E sono emersi tutti i suoi limiti. A dicembre il Napoli sembrava essere rinato, poi a San Siro nello scontro diretto contro l’Inter ha giocato la miglior partita stagionale,rilanciando la sua candidatura per il titolo. Ma appena sono ricominciati gli impegni infrasettimanali, è sprofondato fra infortuni (che non sono mai solo casuali) e prestazioni inadeguate. Tanto che adesso la stagione rischia di trasformarsi in un fallimento, se non riuscirà a inventarsi qualcosa per dare una sterzata alla squadra.

Conte alla Juve avrebbe risolto i problemi di tutti. Dei bianconeri, che hanno compromesso un’altra stagione, ma ora finalmente hanno trovato un nuovo riferimento in Spalletti. Di Conte, ovviamente. E del Napoli, che sarebbe potuto ripartire con un altro tecnico. Questo è il rimpianto di Conte. E forse pure di De Laurentiis.

X: @lVendemiale