
I bianconeri battono il Benfica di Mourinho e si assicurano l'ingresso agli spareggi, mentre la Dea perde con l'Athletic e adesso non ha più il destino nelle proprie mani per l'ingresso tra le migliori otto
Rischia e subisce per 45 minuti. Ma in questo turno di Champions League la Juventus è l’unica italiana a vincere. E grazie al 2-0 contro il Benfica si qualifica aritmeticamente (almeno) per i playoff. L’Atalanta, invece, si fa rimontare in casa dall’Athletic Club (2-3) e ora non è più padrona del proprio destino per un posto tra le migliori 8.
Dal suo esordio con la Juventus nessun giocatore ha segnato più gol in Europa con i bianconeri rispetto a Weston McKennie. Dopo 45 minuti sofferti in cui le occasioni avversarie non mancano, Thuram apre la gara e l’americano dà la spallata decisiva. L’episodio chiave è una situazione tattica: Spalletti cambia Miretti, entra Conceição e McKennie viene spostato più al centro del campo. La Juventus vince così la terza gara consecutiva in Champions League. I bianconeri sfatano il tabù Mourinho e guadagnano un posto aritmetico ai playoff diventando sicuramente teste di serie. E ora la qualificazione diretta non è impossibile.
La Dea domina il primo tempo, ma non basta. Dopo il vantaggio con Scamacca, l’Athletic Club si scatena nel secondo tempo: in 16 minuti la partita viene ribaltata con i gol di Guruzueta, Serrano e Navarro. Il gol di Krstovic sul finale illude senza incidere. L’Atalanta spreca così l’occasione unica di entrare tra le migliori 8, si complica la strada da sola e viene risucchiata nel mini gruppo di squadra a quota 13 punti. Ed è proprio il successo degli spagnoli a far scivolare il Napoli fuori dalla zona playoff. Insomma, una doppia beffa per il calcio italiano.
Una vittoria, un pareggio e due sconfitte. In questo turno europeo il bilancio delle italiane è negativo. Ora lo scenario in vista dell’ultima gara di questa prima fase è complicato. Perché il vero rischio è di non vedere nessuna italiana tra le migliori 8.
In casa dell’Union SG, l’Atalanta – che ora non può più fare calcoli – deve solo pensare a vincere, segnare tanti gol e sperare nel passo falso di qualche squadra davanti. Una serie di combinazioni che di certo non rendono più semplice una situazione che si è complicata in modo inaspettato.
Stesso discorso per l’Inter di Chivu: il ko contro l’Arsenal pesa e non poco. Perché a Dortmund i nerazzurri, per accedere direttamente agli ottavi, dovranno vincere e sperare in una strana serie di eventi, tra cui una sconfitta del Liverpool contro il Qarabag, quella del Tottenham contro l’Eintracht e quella del Chelsea a Napoli. Per dirne tre. E anche queste potrebbero non bastare. Un pareggio invece garantirebbe ai nerazzurri il playoff di ritorno in casa, ma potrebbe accadere anche perdendo.
Situazione simile anche in casa bianconera. Ma umore del tutto differente. Dopo una partenza negativa, Spalletti ha raddrizzato risultato e qualificazione. Ottavi impossibili? Sulla carta no, anche se molto difficili. In caso di successo a Montecarlo, i bianconeri dovranno attendere i verdetti di chi sta davanti. E dovranno sperare anche in un passo falso di Atalanta e Inter.
La squadra più in difficoltà, invece, è sicuramente il Napoli. Il pareggio in Danimarca cambia tutti i piani. La squadra di Conte deve necessariamente vincere contro il Chelsea. Una sconfitta condannerebbe gli azzurri a una deludente eliminazione. Con un pareggio bisognerebbe sperare in una serie di incastri.
A 90 minuti dal termine della League Phase, Arsenal e Bayern Monaco sono le uniche due squadre certe al 100% di essere tra le migliori 8. Quasi fatta anche per Liverpool e Real Madrid, mancano solo l’aritmetica e un’ultima vittoria. Già certe di essere fuori dalla competizione Eintracht, Slavia Praga, Villarreal e Kairat.