Cronaca Nera

Youssef Abanoub ucciso per una foto, l’ipotesi che sia una deepfake generata con IA

La ragazza racconta che stava girando una foto generata con l'IA di lei e Aba mentre si abbracciavano: i due erano amici d'infanzia

Dietro l’omicidio di Youssef Abanoub potrebbero esserci delle foto deepfake. L’ipotesi è stata rivelata dalla fidanzata di Zouhair Atif, che ha accoltellato a morte il 18enne nella scuola “Domenico Chiodo” di La Spezia. La minorenne, intervistata dal quotidiano La Repubblica, ha raccontato questa versione prima di dirla agli inquirenti: “Temo sia tutta colpa di una […]

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Dietro l’omicidio di Youssef Abanoub potrebbero esserci delle foto deepfake. L’ipotesi è stata rivelata dalla fidanzata di Zouhair Atif, che ha accoltellato a morte il 18enne nella scuola “Domenico Chiodo” di La Spezia. La minorenne, intervistata dal quotidiano La Repubblica, ha raccontato questa versione prima di dirla agli inquirenti: “Temo sia tutta colpa di una foto di me e Abanoub abbracciati“, una “colpa di qualcosa che non è mai accaduto” perché l’immagine di cui parla sarebbe stata generata con l’intelligenza artificiale.

Un contenuto che avrebbe girato tra varie persone dell’istituto, arrivando infine al cellulare di Zouhair e spingendolo ad aggredire la vittima. La ragazza sta passando un periodo molto difficile: “Il mio amico di infanzia è stato ucciso. Il mio fidanzato è un assassino”, “Non posso uscire di casa, vivo nella mia cameretta”, dichiarando inoltre che veniva già seguita dalla psicologa della scuola e da una psichiatra gratuita.

Dieci giorni prima di essere accoltellato, ‘Aba’ avrebbe chiesto alla ragazza delle vecchie foto di classe: i due si erano conosciuti in terza elementare. “Gliel’ho fatta vedere solo dal telefono, perché Zouhair non voleva che gliela inviassi”, e poi l’amico le avrebbe mostrato una sua foto da bambina. A mancare è il presunto movente del fidanzato, con cui stava insieme da due mesi: “Quella fatta con l’intelligenza artificiale invece non ce l’ho, ma so che è arrivata a Zouhair, forse per istigarlo“.

Prima dell’accoltellamento, quella stessa mattina era scoppiata una lite feroce tra i due. Due ore dopo, racconta la ragazza, “sentiamo bussare alla porta della classe”: Zouhair Atif aveva il fiatone e aveva mostrato il coltello sporco di sangue alla sua fidanzata. “Lui rideva, comodo e menefreghista. Non era lui. Sembrava posseduto. Ora mi chiedo se volesse uccidere anche me”.