
Il presidente americano da mesi vuole "licenziare" Cook in seguito a presunte frodi per ottenere un mutuo. All’udienza davanti ai saggi era presente anche il numero uno della banca centrale, colpito a sua volta da un’indagine del dipartimento di giustizia per i lavori di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede dell'istituto
La governatrice della Fed Lisa Cook sembra al sicuro dal licenziamento da parte di Donald Trump. In un caso che ha profonde implicazioni sull’indipendenza della banca centrale, la Corte Suprema è infatti apparsa “scettica”, secondo i media americani, sulla sua rimozione, che il presidente americano chiede da mesi in seguito a presunte frodi per ottenere […]
La governatrice della Fed Lisa Cook sembra al sicuro dal licenziamento da parte di Donald Trump. In un caso che ha profonde implicazioni sull’indipendenza della banca centrale, la Corte Suprema è infatti apparsa “scettica”, secondo i media americani, sulla sua rimozione, che il presidente americano chiede da mesi in seguito a presunte frodi per ottenere un mutuo. All’udienza davanti ai saggi era presente Jerome Powell, colpito a sua volta da un’indagine del dipartimento di giustizia per i lavori di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della banca centrale. Il presidente della Fed è oggetto da tempo di critiche ripetute da parte di Trump che, anche sul palco di Davos, lo ha attaccato: “È sempre in ritardo” nel tagliare i tassi, ha detto annunciando che a breve sarà nominato un nuovo presidente. “Il problema è che una volta ottenuto l’incarico le persone cambiano”, ha ammesso Trump che nella lealtà vede la dote principale nei candidati che sceglie nelle varie posizioni.
Powell – nominato da Trump – è da mesi sotto il fuoco di fila incrociato degli attacchi presidenziali. A non risparmiargli critiche è anche il segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha definito la presenza di Powell all’udienza davanti alla Corte Suprema un “errore”: sta “politicizzando la Fed” e sta cercando di influenzare i saggi, ha detto.
A prescindere dalla presenza di Powell, l’Alta Corte è apparsa compatta nel mostrare scetticismo contro il tentativo di Trump di licenziare Cook e quindi sui poteri presidenziali sulla Fed. Il giudice Brett Kavanaugh, di nomina trumpiana, ha incalzato i legali dell’amministrazione sull’indipendenza della banca centrale, osservando come la posizione di Trump su Cook rischia di “indebolire se non mandare in frantumi l’indipendenza” della banca centrale. Kavanaugh ha anche osservato che appoggiare la rimozione della governatrice vorrebbe dire creare un precedente che le prossime amministrazioni potrebbero usare. Pur precisando di non essere pronta a sposare la causa di Cook, la giudice Amy Coney Barrett ha messo in evidenza i rischi sui mercati finanziari, e si è chiesta come mai il governo non abbia semplicemente tenuto un’udienza pubblica per spiegare la sua tesi contro Cook.
In un comunicato diffuso al termine dell’udienza, la governatrice della Fed ha spiegato che il suo caso riguarda, andando avanti, come la Fed deciderà sui tassi, “se basandosi su prove concrete oppure se soccomberà alle pressioni politiche“. Un nodo evidenziato anche da Powell quando è finito sotto indagine e al quale gli investitori di tutto il mondo guardando convinti che una Fed indipendente sia cruciale per il corretto funzionamento dei mercati.